Formula 1, si guarda al futuro. Germania, Francia e non solo: i Paesi che sognano un GP

Icona Autore Michele Cerrotta
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Ben Sulayem e Domenicali, Formula 1

Ben Sulayem e Domenicali, Formula 1 (Shutterstock)

Il calendario della Formula 1 continua a evolversi: tra possibili cambi di programma, il ritorno di circuiti storici e l’interesse di nuovi Paesi, Stefano Domenicali traccia la rotta per i prossimi anni

La Formula 1 continua a muoversi a ritmi serrati, non solo in pista ma anche nella pianificazione del calendario. Dopo il recupero del GP del Bahrain in Malesia nel calendario 2026, l’attenzione resta alta anche sugli sviluppi legati alla situazione geopolitica nel Golfo Persico, che potrebbe rendere necessarie soluzioni alternative sia per il finale della stagione in corso sia per l’inizio della prossima. Tra le ipotesi torna a circolare anche il nome di Imola. Parallelamente Stefano Domenicali, il presidente e CEO della Formula 1, è al lavoro su un futuro sempre più ricco di opportunità, con numerosi Paesi pronti a candidarsi per ospitare un Gran Premio.

A caccia del ritorno

Nel corso di una conferenza stampa, Domenicali ha confermato che sono ripresi i contatti con la Germania per valutare un possibile ritorno della Formula 1 nel medio termine, sottolineando anche il crescente interesse del mercato televisivo tedesco. Più complessa, invece, la situazione della Francia: il dialogo resta aperto, ma al momento manca un progetto concreto. «Se la Francia vorrà organizzare un GP, noi siamo pronti», ha spiegato il manager italiano, evidenziando come l’Europa continui a rappresentare il mercato di riferimento per il Circus.

Africa, Asia e Sudamerica sognano 

Le trattative non riguardano però soltanto il Vecchio Continente. Domenicali ha rivelato che i negoziati per riportare la Formula 1 in Africa stanno procedendo positivamente, mentre proseguono anche i colloqui in Sudamerica e in Estremo Oriente, dove l’India resta tra i Paesi interessati. Nel 2027, inoltre, torneranno in calendario Portogallo e Turchia. Non mancano infine le richieste di Cina e Giappone per ospitare una seconda gara stagionale, ma la F1 preferisce procedere con cautela: prima di ampliare ulteriormente il numero di appuntamenti, l’obiettivo è consolidare la presenza nei mercati già esistenti.