La nuova età dell’oro dello sport italiano
Kimi Antonelli (Shutterstock)
L’Italia, si sa, non è un Paese che sa usare certe misure: eccellere o accartocciarsi su se stessi. E se nello sport per anni si è vissuto di singoli e saltuari exploit, anche per una questioni legate a risorse limitate rispetto a superpotenze mondiali con ben altre disponibilità, quello che sta accadendo da qualche anno a questa parte è una vera e propria escalation verso la grandezza assoluta e trasversale. Lavorando finalmente con visione e inventiva, tanti movimenti del nostro Paese sono finalmente riusciti a costruire e ad affermarsi come riferimenti assoluti a livello internazionale. E altri, seguendo il loro esempio, stanno pian piano riuscendo a tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Ma oltre a questo, non si può lasciare indietro anche delle straordinarie e a volte quasi miracolose individualità che quasi in solitaria hanno alzato ancora di più livello, spingendo tutti a portare l’asticella sempre più in alto.
Gli exploit dei grandi singoli
Restando solo alla strettissima attualità, e quindi partendo direttamente dal post Olimpiadi di Milano-Cortina che sono coincise, oltre che con uno splendido spot per l’Italia tutta, anche con un meraviglioso contenitore di storie e imprese tra le varie Brignone, Fontana, Lollobrigida e via discorrendo – e che peraltro è stato subito seguito dal record storico di medaglie nelle successive Paralimpiadi, dalle quali stanno arrivando soddisfazioni a raffica – tanti cieli in questo 2026 si sono già tinti di azzurro e altrettanto d’azzurro si colorano ormai interi movimenti sportivi. Il successo di Jannik Sinner a Indian Wells, il 25esimo in carriera a soli 24 anni, è solo l’ultima soddisfazione per un tennis che conta ben quattro interpreti nella top20 del tabellone ATP, con Musetti, Cobolli e Darderi a completare un fantastico quartetto con possibilità infinite di continuare a stupire. E non può certamente passare inosservato neppure l’exploit di Kimi Antonelli, che al volante di un proiettile argentato chiamato Mercedes è diventato in Cina il primo italiano dopo 20 anni a conquistare il successo in un GP di Formula 1, nonché il primo a completare il trittico pole-vittoria-giro veloce da Alberto Ascari, che ci riuscì addirittura nel 1953.
Dal rugby al basket: crescono e vincono (quasi) tutti
Ma gli exploit non sono di certo solo individuali. Basti pensare alla fantastica impresa dell’Italrugby, che per la prima volta nella sua storia ha sconfitto l’Inghilterra e che ora con un successo nella prossima sfida contro il Galles potrebbe sia vincere tre incontri nello stesso Sei Nazioni sia eguagliare la sua miglior posizione di sempre nel ranking mondiale. Vero orgoglio italiano, portato avanti anche dai ragazzi della selezione che ha stupito letteralmente tutti al World Baseball Classic prima battendo gli Stati Uniti e poi arrivando fino alla semifinale poi persa col Venezuela. E chi se ne frega, perdonateci, se qualcuno sottolinea come siano più americani che compaesani, perché anche nel petto di un figlio di chi attraversò il mondo in cerca di fortuna senza mai dimenticare casa propria può battere un cuore tricolore. Lo stesso che ha permesso alle ragazze del basket di tornare al Mondiale 32 anni dopo, un exploit che persino il movimento maschile dopo anni di torpore e mal gestione sta provando a imitare dando slancio e risalto a tanti ragazzi giovani di grandissime speranze. E persino nel cricket, dopo la qualificazione mai vista prima, è arrivato il primo storico successo in un campionato del mondo, per la precisione contro il Nepal. Incredibile come in questo quadro trionfale manchi all’appello ciò che una volta era il nostro grande fiore all’occhiello, quel calcio che da anni annaspa e anzi sprofonda sempre di più tra errori e mancanza di visione. Ma chissà che quei Mondiali così vicini, da conquistare attraverso i playoff e ai quali torneremmo dopo una vita, non possano eventualmente essere il primo passo verso un’altra rivoluzione necessaria.