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Rugby, Sei Nazioni: Italia a Parigi per l’impresa, Francia a caccia del Grande Slam 

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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Dopo l’affermazione contro la Scozia e il ko di stretta misura a Dublino con l’Irlanda, gli azzurri volano nella capitale francese per affrontare la capolista del torneo 2026. Allo Stade de France l’Italia non ha mai conquistato una vittoria nei tredici precedenti disputati contro i Bleus, anche se due anni fa riuscì a strappare un pareggio per 13-13. Stavolta, però, l’ostacolo appare ancora più complicato: la formazione trascinata da Antoine Dupont ha dominato Irlanda e Galles nelle prime due uscite, imponendosi con autorità e qualità. Rispetto al recente passato, la Francia sembra aver alzato ulteriormente il livello, come dimostrato anche dal netto 73-24 inflitto agli azzurri a Roma nella scorsa edizione, un successo che confermò la supremazia dei campioni in carica.

Rugby, Sei Nazioni: lo stato di forma di Francia e Italia

Per l’Italia si presenta un’opportunità importante: centrare il miglior piazzamento di sempre nel torneo. Con due successi nelle tre gare rimanenti, la squadra di Quesada potrebbe riscrivere la propria storia nella competizione. Espugnare Parigi appare un’impresa titanica, ma i successivi impegni — contro l’Inghilterra all’Olimpico e in trasferta a Cardiff con il Galles — offrono margini per alimentare ambizioni concrete. Due affermazioni potrebbero valere, salvo sorprese, il miglior risultato finale mai ottenuto dagli azzurri. Diversa la situazione dei francesi, unici a punteggio pieno dopo due turni e determinati a inseguire il Grande Slam. Sul fronte formazione, l’Italia dovrà ancora fare a meno di Juan Ignacio Brex, rientrato in Argentina per motivi personali, mentre restano da verificare le condizioni di Ange Capuozzo, finora assente nel torneo.

Rugby, Sei Nazioni: dove l’Italia può mettere in difficoltà la Francia

L’assenza di Brex priva il centrocampo azzurro della collaudata intesa con Menoncello, ma nelle prime due sfide del Sei Nazioni l’Italia ha mostrato grande solidità in mischia chiusa. Proprio il lavoro del pacchetto potrebbe rappresentare l’arma principale per contrastare la Francia: rallentare il ritmo, puntare sul confronto fisico e sfruttare la potenza degli avanti, apparsi particolarmente efficaci in questo avvio di torneo. Al contrario, sarà fondamentale evitare che i Bleus possano sviluppare il proprio gioco largo, dove sprigionano talento e velocità. Dalla visione di Dupont alla precisione al piede di Thomas Ramos, fino agli spunti sulle corsie di Louis Bielle-Biarrey e Nolann Le Garrec Attissogbé, la Francia dispone di individualità capaci di cambiare l’inerzia del match in qualsiasi momento. Per l’Italia sarà dunque decisivo imporre il proprio ritmo e trasformare la sfida in una battaglia fisica, limitando spazi e iniziative ai padroni di casa.