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Sei Nazioni, Italia eroica sotto la pioggia dell’Olimpico: Scozia ko 18-15

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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Il Sei Nazioni dell’Italia si apre nel modo migliore possibile: gli azzurri superano la Scozia 18-15 e centrano la seconda affermazione consecutiva all’Olimpico, conquistando anche il primo successo del 2026. Una vittoria costruita in un contesto complicatissimo, segnato dalle numerose assenze e da un vero e proprio nubifragio che si è abbattuto su Roma, rendendo la sfida una durissima battaglia fisica. Decisivo l’avvio della formazione guidata da Gonzalo Quesada, capace non solo di contenere l’impatto iniziale degli scozzesi ma anche di colpire con due mete che orientano l’incontro. Il premio di Man of the Match va a Simone Ferrari, simbolo di un’Italia dominante soprattutto nel confronto fisico e nella mischia ordinata.

Sei Nazioni, Lynagh e Menoncello lanciano l’Italia a tutta velocità

L’Italia parte a ritmi altissimi e non si lascia sorprendere dall’aggressività iniziale della Scozia, riuscendo anzi a metterla subito sotto pressione. A prendersi la scena nel primo quarto d’ora è Louis Lynagh: prima firma la meta del vantaggio, poi è decisivo nell’azione che porta alla seconda marcatura azzurra, realizzata da Menoncello. Con la trasformazione di Garbisi, dopo quindici minuti il tabellone segna 12-0. Proprio in quel momento la pioggia inizia a cadere con insistenza sull’Olimpico e gli scozzesi provano a rientrare in partita, affidandosi alla qualità dei propri trequarti. Dopo una lunghissima azione, in cui la difesa italiana resiste con grande sacrificio, arriva la meta di Jack Dempsey. L’Italia stringe i denti, sfrutta alcune imprecisioni avversarie e al 35’ allunga di nuovo grazie a un calcio piazzato di Garbisi, arrivato dopo un drop fallito dallo stesso numero dieci. Un secondo tentativo di drop non va a buon fine, complice il campo pesantissimo, e si va al riposo sul punteggio di 15-7 per gli azzurri.

Sei Nazioni, l’Italia resiste e vince nella tempesta dell’Olimpico

Durante l’intervallo la pioggia non concede tregua: il terreno regge, ma si riempie di pozzanghere e le condizioni diventano al limite. Il match perde pulizia e si trasforma in uno scontro durissimo, dove disciplina e gestione diventano fondamentali. La Scozia accorcia subito le distanze con un piazzato di Russell dopo cinque minuti, ma la risposta italiana è immediata: Garbisi ristabilisce il margine di otto punti con un nuovo calcio. Il cartellino giallo a Turner costringe gli scozzesi a dieci minuti in inferiorità numerica, ma l’Italia non riesce a sfruttare l’uomo in più per chiudere la gara. Nel finale emerge la fatica: la Scozia si riporta a -3 con la meta di Horne, non trasformata. A un minuto dal termine gli azzurri non riescono a gestire il possesso nei 22 avversari e concedono un’ultima chance agli ospiti. Russell guida un’azione interminabile, oltre 30 fasi, ma la difesa italiana è semplicemente monumentale: resta ordinata, tiene alto il portatore di palla e resiste fino al collasso dell’attacco scozzese. All’85’ il fischio finale certifica una vittoria sofferta e preziosissima, che regala all’Italia il primo successo in questo Sei Nazioni.