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Super Bowl LX, Bad Bunny al centro della polemica

Icona Autore Iacopo Erba
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Bad Bunny (Getty Images)

La scelta di Bad Bunny come protagonista dell’Halftime Show del Super Bowl LX ha acceso un infuocato dibattito politico negli Stati Uniti, entrando nel cuore delle discussioni pubbliche molto prima del fischio d’inizio del match tra New England Patriots e Seattle Seahawks al Levi’s Stadium di Santa Clara in California. L’ex presidente Donald Trump ha attaccato tempo fa duramente la decisione della NFL, definendo la scelta “assolutamente ridicola” e acriticando con toni clamorosi l’artista portoricano e la band dei Green Day, altro nome del programma musicale della serata. Trump ha persino annunciato inoltre che non presenzierà all’evento, attribuendo la sua assenza a un semplice motivo logistico che in realtà cela un’avversione totale all’allestimento dello show. 

Le alternative

La controversia non si limita all’opinione personale dell’ex presidente: anche gruppi conservatori e commentatori politici hanno condannato la scelta di Bad Bunny, accusandolo di rappresentare una “scelta divisiva” per un palco così centrale nella cultura pop americana. Parte delle critiche si concentra sul fatto che l’artista ad esempio eseguirà gran parte della sua performance in spagnolo, e questo, secondo alcuni detrattori potrebbe alienare una parte del pubblico tradizionale del Super Bowl. Alcuni attivisti di destra hanno persino organizzato programmi alternativi come l'”All-American Halftime Show”, che coinvolge artisti di estrazione totalmente diversa.

Sostegno diffuso

Dall’altra parte, però, la reazione diffusa tra fan e commentatori musicali è molto diversa: molti vedono la presenza di Bad Bunny come un segnale di apertura e riflesso della realtà demografica e culturale contemporanea degli Stati Uniti. La NFL ha ribadito il proprio sostegno alla scelta, sottolineando il profilo globale dell’artista e la sua capacità di catturare l’attenzione di un pubblico più ampio possibile. Nel frattempo, Bad Bunny ha detto apertamente la sua sul tema immigrazione in occasione della cerimonia di premiazione dei Grammy Awards, dove si è portato a casa il titolo di Album dell’Anno. Un’artista che, in un modo nell’altro, ha già lasciato un segno molto profondo.