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Super Bowl LX: Bad Bunny firma un Halftime Show storico in spagnolo

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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Bad Bunny (Getty Images)

L’Halftime Show del Super Bowl LX ha acceso il dibattito pubblico e culturale negli Stati Uniti, trasformandosi in uno degli spettacoli più discussi di sempre. Protagonista assoluto della serata di Santa Clara è stato Bad Bunny, che ha portato in scena il primo Halftime Show interamente in lingua spagnola nella storia dell’evento, scatenando reazioni entusiaste ma anche polemiche politiche. I quindici minuti di performance al Levi’s Stadium hanno assunto un valore simbolico enorme, soprattutto in un momento particolarmente sensibile per il clima sociale americano. La scelta di esibirsi esclusivamente in spagnolo non è stata casuale: Bad Bunny ha voluto lanciare un messaggio chiaro di identità, inclusione e orgoglio culturale. A rendere lo spettacolo ancora più memorabile, la presenza di due ospiti d’eccezione come Lady Gaga e Ricky Martin, che hanno affiancato l’artista portoricano in uno show carico di significati. Il finale è stato quello più atteso e potente: una versione rivisitata di “God Bless America”, accompagnata da una lunga citazione di tutti i Paesi del continente americano, mentre sul campo sfilavano le rispettive bandiere. La chiusura con “God Bless Puerto Rico” ha ribadito con forza il legame profondo tra Bad Bunny e la sua terra d’origine.

Super Bowl, LX Bad Bunny propone uno spettacolo tra musica, simboli e orgoglio portoricano

L’Halftime Show si apre sulle note di Tití Me Preguntó, con Bad Bunny che entra in scena stringendo un pallone da football, circondato da piante di bamboo, chiaro richiamo simbolico a Porto Rico, spesso soprannominata “l’isola del bamboo”. Dopo i primi minuti, l’artista si rivolge al pubblico con entusiasmo: «Benvenuti alla festa più grande del pianeta. Questa è la musica di Porto Rico», dando il via a una celebrazione delle radici latine con omaggi a classici come Gasolina di Daddy Yankee. Il primo colpo di scena arriva poco dopo, durante una simbolica celebrazione di matrimonio, quando sul palco compare Lady Gaga. La popstar propone una versione speciale di Die With A Smile, riarrangiata con sonorità portoricane, prima di unirsi a Bad Bunny in una danza che segna il passaggio di testimone. Il cantante dedica poi parole di amore e libertà ai due sposi e sorprende il pubblico consegnando un Grammy a un bambino portoricano, che aveva seguito la recente premiazione dell’artista davanti alla televisione. A circa metà spettacolo entra in scena anche Ricky Martin, accolto da un’ovazione. Poco dopo, Bad Bunny sventola la bandiera di Porto Rico, preparando il terreno per il gran finale. L’introduzione di “God Bless America” si trasforma rapidamente in un messaggio inclusivo che attraversa tutto il continente, dall’Argentina al Canada, passando per Messico e Stati Uniti, fino alla dichiarazione conclusiva: “God Bless Puerto Rico”. Il brano Debí Tirar Más Fotos chiude i tredici minuti di show, mentre sui maxi schermi appare una frase destinata a far discutere: «The only thing more powerful than hate is love».

Super Bowl LX, le polemiche politiche e il caso Bad Bunny

L’annuncio di Bad Bunny come headliner dell’Halftime Show aveva già diviso l’opinione pubblica settimane prima dell’evento. Tra i nomi coinvolti indirettamente nella discussione anche quello del presidente Donald Trump, che ha scelto di non assistere dal vivo alla partita di Santa Clara, organizzando invece un watch party privato a Palm Beach, in Florida. Negli stessi giorni, l’artista portoricano era reduce dal trionfo ai Grammy Awards, dove aveva conquistato il premio per l’album dell’anno con Debí Tirar Más Fotos. Durante la cerimonia, Bad Bunny non aveva esitato a prendere posizione su temi politici, criticando apertamente l’ICE e le politiche anti-immigrazione, entrando a pieno titolo nel dibattito pubblico americano. Ancora una volta, la sua musica e la sua identità si sono intrecciate con un messaggio politico forte, ribadendo il suo legame viscerale con Porto Rico e la difesa delle proprie radici.