Super Bowl LX: Seattle soffoca New England e conquista il Lombardi Trophy
Il Levi’s Stadium di Santa Clara ha fatto da cornice a un Super Bowl LX ricco di celebrità sugli spalti, con l’inno nazionale affidato a Charlie Puth e un Halftime Show memorabile firmato Bad Bunny, capace di celebrare l’identità dell’America come continente unito. Lo spettacolo, però, si è fermato quasi esclusivamente fuori dal campo. Sul terreno di gioco è andata in scena una partita a senso unico, dominata dalla difesa dei Seattle Seahawks, vera protagonista della serata. La sensazione è stata quella di rivedere quanto accaduto dodici mesi prima, quando i Philadelphia Eagles avevano messo in enorme difficoltà i Kansas City Chiefs. A differenza di allora, però, l’attacco non ha prodotto giocate spettacolari né ha chiuso la sfida in anticipo. Il match di Santa Clara è rimasto povero di emozioni per tre quarti, senza touchdown e con pochissime azioni degne di nota. L’equilibrio apparente si è spezzato nell’ultimo periodo, quando le tre palle perse di Drake Maye hanno spalancato la strada a Seattle verso il titolo NFL.
Super Bowl LX, Seattle impone la propria legge sin dall’inizio
Fin dalle prime battute è chiaro che la partita si sarebbe decisa nelle trincee. L’attacco dei Seahawks parte con il piede giusto, trovando spazio sulle corse grazie a Kenneth Walker, protagonista già nel drive inaugurale concluso dal field goal di Jason Myers per il 3-0. Ma è la difesa di Seattle a dettare il ritmo: pressione costante, tasca che collassa e Drake Maye costretto a lanci affrettati o a subire sack continui. Nel primo tempo i numeri sono impietosi per New England: cinque punt contro appena quattro primi down. I Patriots riescono ad attraversare la metà campo avversaria solo nel primo drive, restando in partita più per le difficoltà di Sam Darnold che per meriti propri. Tra i pochi a brillare per New England c’è Christian Gonzalez, autore di due interventi decisivi in copertura che negano ai Seahawks giocate potenzialmente decisive. Il problema, però, resta Kenneth Walker: all’intervallo il running back ha già accumulato 94 yard in 14 portate. Seattle, nonostante il dominio, capitalizza solo con tre calci piazzati e va al riposo avanti 9-0.
Super Bowl LX, Patriots in difficoltà anche dopo l’intervallo
Alla ripresa, dopo lo show di Bad Bunny, il primo possesso è di New England. Mike Vrabel aveva provato a preparare la squadra simulando l’Halftime Show negli allenamenti, ma sul campo la musica non cambia. L’attacco dei Patriots continua a incepparsi, collezionando l’ennesimo three and out. Seattle risponde con un drive metodico, ancora una volta guidato da Walker, che supera quota 100 yard e contribuisce anche nel gioco aereo. I Seahawks arrivano di nuovo in red zone, ma devono accontentarsi di un altro field goal per il 12-0. Le statistiche raccontano una partita a senso unico: 252 yard totali per Seattle contro le sole 58 di New England, 14 primi down contro 4. Eppure, a nove minuti dalla fine del terzo quarto, il Super Bowl resta teoricamente aperto.
Super Bowl LX, Nel quarto periodo arriva lo strappo decisivo
La svolta arriva a ridosso dell’ultimo quarto. A dieci secondi dalla fine del terzo periodo, la difesa di Seattle firma il primo turnover della partita: il quinto sack su Maye provoca un fumble, recuperato dai Seahawks sulle 35 yard dei Patriots. È l’ennesima dimostrazione delle enormi difficoltà della linea offensiva di New England, con Maye che tocca quota 20 sack subiti nei playoff, nuovo primato negativo NFL. Sam Darnold sfrutta subito l’occasione e trova AJ Barner per il primo touchdown della serata, portando Seattle sul 19-0. I Patriots restano a secco per tre quarti, evento che al Super Bowl non si vedeva dal 1974, quando i Vikings furono annullati dalla difesa degli Steelers. New England prova una timida reazione con un ottimo drive di Maye, impreziosito da due lanci spettacolari per Mack Hollins che valgono i primi punti dei Pats. Ma è solo un’illusione. La difesa dei Seahawks chiude definitivamente i conti: prima con un intercetto di Julian, trasformato in altri tre punti da Myers, poi con il secondo fumble di Maye, riportato direttamente in end zone da Uchenna Nwosu per il 29-7 che chiude il match, prima del touchdown del definitivo 29-13 di Rhamondre Stevenson. Seattle alza così il Lombardi Trophy al termine di una finale dominata fisicamente e tatticamente, in cui la difesa ha scritto la parola fine sul Super Bowl LX.