Ahi Juve, Marchisio si è rotto il crociato. Ed è la Nazionale a piangere di più
Il centrocampista bianconero si è infortunato nel match con il Palermo che consegna mezzo scudetto ad Allegri. Conte deve trovare in fretta un sostituto e anche Verratti preoccupa
Nella partita in cui la Juventus ha praticamente chiuso il discorso scudetto, volando a +9 sul Napoli, la nota stonata è il grave infortunio al ginocchio occorso a Claudio Marchisio, pilastro del centrocampo bianconero e della Nazionale italiana. E’ proprio Antonio Conte a piangere di più. Perché un titolarissimo salterà gli Europei in programma tra poco più di un mese in Francia e non è il solo a stare male là in mezzo. C’è anche Marco Verratti, alle prese con una pubalgia cronica e fermo da un mese e mezzo, a preoccupare il cittì dell’Italia, che sarà costretto a rivedere le sue scelte e a selezionare uno, se non due, di quelli messi precedentemente da parte. Tornano di moda i nomi di Pirlo e De Rossi, ma anche Parolo, Sturaro, Soriano e Bonaventura: ci sono sei partite di campionato per vedere chi è più pronto. La Juventus rivedrà Marchisio soltanto tra sei mesi, tanti ne richiede un’operazione al crociato di norma, perciò avrà tempo per correre ai ripari nel mercato estivo e cautelarsi in vista dei primi mesi della prossima Serie A e per la fase iniziale della Champions League. Che fosse grave l’infortunio contro il Palermo si era capito fin da subito, la rotazione innaturale del ginocchio e l’uscita in barella quasi in lacrime lasciavano poco all’immaginazione. “La risonanza magnetica effettuata ha confermato il sospetto clinico della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro – si legge nel comunicato ufficiale della Juventus -. Nei prossimi giorni il calciatore sarà sottoposto a intervento chirurgico“. Marchisio ha affidato ai social network il suo pensiero: “Appena rientrato a casa. La notizia della risonanza non può che farmi star male, ma questi sono i rischi del nostro mestiere. Ho forza e tanta voglia di tornare bene e il prima possibile“. Che sarà comunque troppo tardi per l’Italia di Conte.