Il meglio del calcio

Barcellona, tensione fra Luis Enrique e la squadra B per Munir

Icona Autore Planetwin365.news
Icona tempo di lettura 2 minuti di lettura
Barcellona, tensione fra Luis Enrique e la squadra B per Munir

Il tecnico lo ha convocato per la gara con il Deportivo senza farlo giocare, mentre la seconda squadra si giocava la vita contro Las Palmas. L’allenatore Jordi Vinyals non l’ha presa bene…

A 10 giorni dalla finale di Champions, l’atmosfera in casa Barcellona è tutt’altro che rilassata. Come se non bastassero le voci secondo cui Messi avrebbe chiesto la sua testa, Luis Enrique si ritrova anche alle prese con un caso relativo al Barcellona B, la squadra da cui è iniziata la sua carriera di allenatore. Squadra che al momento naviga in pessime acque, al punto da rischiare seriamente la retrocessione in Seconda Divisione. Per questo il tecnico Jordi Vinyals avrebbe avuto un disperato bisogno del suo giocatore migliore, Munir, che dopo aver iniziato la stagione in prima squadra, ha continuato ad allenarsi con Luis Enrique tornando però a giocare con Vinyals nel fine settimana. Invece sabato scorso, mentre il Barcellona B si giocava la partita della vita contro Las Palmas, Luis Enrique si è portato Munir in panchina al Camp Nou, nella partita contro il Depor in cui gli unici titolari schierati dal primo minuto erano Messi e Neymar. Munir non solo non era nell’undici di partenza, ma non ha trovato spazio nemmeno a partita in corso. Cosa che ha mandato su tutte le furie Jordi Vinyals, che non si è permesso di discutere la decisione di Luis Enrique per ragioni aziendaliste, ma fra lui e il suo predecessore sono volate scintille. Tanto più che, con appena 10 punti in 16 partite sulla panchina del Barça B, il futuro di Vinyals è appeso a un filo.

D’altra parte, Luis Enrique era abituato diversamente quando era alla guida del Barcellona B: Guardiola aggregava spesso Bartra e Fontas alla prima squadra per gli allenamenti, per poi lasciarli tornare al Barça B se non venivano convocati. Solo che Luis Enrique difficilmente li faceva giocare, fedele alla massima del “gioca chi si allena”, che ora vale anche per la prima squadra.