Benitez lascia il Napoli: “Voglio dire addio con una vittoria per la Champions”
Lo spagnolo rompe il silenzio stampa: “Il problema è la lontananza dalla mia famiglia”. De Laurentiis: “Il nuovo tecnico deve sposare le mie idee. Sono sconvolto da quanto successo nella Fifa e in Serie D”
Dopo due mesi di silenzio stampa, il Napoli torna a parlare e lo fa con una notizia che era nell’aria da qualche tempo ed ora diventa ufficiale: Rafa Benitez dà l’addio ai partenopei. “Come tutti sapete – ha detto il tecnico spagnolo in conferenza – io avevo due anni di contratto che terminano dopo l’importante gara contro la Lazio. Ringrazio la società, il presidente e la città, ma il mio ciclo finisce qui. Voglio dire addio con una vittoria e con la qualificazione per la Champions League. Sono stato due anni lontano da casa e questo problema l’ho fatto sempre presente a De Laurentiis. Lui sa che non era facile andare avanti così e quindi bisognava guardare avanti per il futuro. Non è stato un problema di acquisti, divergenze tecniche e la mancanza di obiettivi conseguiti. E’ logico che a tutti piace vincere sempre di più. Se metti in bacheca due trofei (come ha fatto lui, ndr), punti al terzo. Ma la chiave della questione è sempre la mia famiglia. Il resto viene dopo“. Questione di cuore, con il Real Madrid alla finestra dopo l’addio ad Ancelotti.
“Quando presi Benitez nel maggio del 2013 – è intervenuto il presidente degli azzurri – fui molto colpito ed affascinato dal suo aspetto internazionale. Due anni fa feci un contratto di un anno più un’opzione di un altro anno. L’anno scorso rinnovò per un altro anno, ma già sapevo che a fine stagione ci avrebbe lasciato, la famiglia lo reclama in altre sedi. Così come con Mazzarri, io mi sono mosso in anticipo per trovare un nuovo allenatore. Rifondare il Napoli? E’ un verbo non adeguato, preferisco usare la parola continuare. Il mio processo di internazionalizzazione continuerà. A Dimaro ho commesso un grande errore annunciando che avremmo vinto lo scudetto, dicendo ciò ho disatteso le promesse dei tifosi azzurri. Noi per il sesto anno consecutivo siamo l’unica squadra italiana in Europa. Il Napoli che fattura un terzo di Milan e Borussia non può pensare di pagare ingaggi di 8 milioni a cartellino. Se non ci sono soldi a bilancio, che ci possiamo fare? Per la prima volta chiuderò il bilancio con 20 milioni di rosso. Presenterò il progetto di riqualificazione dello stadio mettendoci tanti milioni di tasca mia. Ora voglio implementare l’italianità del club, voglio costruire una cantera italiana di grande livello. Sto cercando 20 ettari di terreno per costruire un grande centro sportivo dove fare allenare prima squadra e settore giovanile“.
A dare l’addio è anche Bigon: “Dopo sei anni è giusto che possa andare via, lui viene dal Nord ed è giusto che possa cambiare aria ed andare via. Io l’ho lasciato libero anche se aveva un altro anno di contratto“, ha sottolineato De Laurentiis, che continua: “Prenderò un tecnico italiano? Voglio prima dire che sono sconvolto da quanto sta succedendo nella Fifa ed in Serie D. Dobbiamo interrogarci su chi governa il mondo del calcio, ci sono persone che la pensano all’antica e pensano solo a mantenere la loro poltrona. Anche Platini non riesce a stare al passo con i tempi. Noi dobbiamo cercare di essere un faro per le prossime generazioni, noi dobbiamo dare esempi buoni e giovani. Qui bisogna che le società di calcio abbiamo molto più voce in capitolo, non possiamo essere condotti per mano dalla Uefa che ci da solo dei contentini per l’accesso alle competizioni europee. Ci hanno fatto due palle enormi con la moviola in campo e l’occhio di falco, ma parliamo di cose serie! Ma perchè non parlare di defiscalizzazione e di puntare sui giovani. Il nuovo tecnico deve essere uno che sposa le mie idee così come ha fatto Benitez, che se finisce al Real sono contento. Assolutamente contento!“.