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Mihajlovic dà l’addio alla Samp: “Raggiunto il mio obiettivo, cerco un’altra sfida”

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Mihajlovic dà l’addio alla Samp: “Raggiunto il mio obiettivo, cerco un’altra sfida”

Il tecnico serbo lascia, il Napoli è un’opzione per il futuro, mentre la panchina blucerchiata potrebbe essere affidata a Zenga

Sinisa Mihajlovic dà l’addio alla Sampdoria e lo fa con una lettera lunghissima, accorata e sincera. Walter Zenga dovrebbe essere il suo successore sulla panchina del club genovese, mentre lui aspetta una nuova sfida, che non rivela, ma potrebbe essere il Napoli. Benitez è volato in Spagna e Mihajlovic potrebbe approdare alla corte di De Laurentiis. Ma il futuro è tutto da scrivere, visto che sono tanti gli allenatori in bilico o già in cerca di una nuova sistemazione: da Inzaghi a Donadoni, da Ancelotti a Spalletti, da Montella a Ventura.

Ecco un estratto della lettera di Sinisa:
Cari tifosi blucerchiati, è arrivato per me il momento più difficile, quello dei saluti. Queste sono le mie ultime parole da tecnico della Sampdoria. Si chiude qui la mia avventura. E voglio approfittare di questo spazio per salutare tutti, fare un bilancio e spiegare le ragioni della mia decisione di lasciare. Il 21 novembre del 2013, presi la squadra in una situazione molto difficile, in coda alla classifica, sfiduciata, in crisi di gioco e risultati. La lascio settima, dopo essere stata anche terza alla fine del girone d’andata. Se andrà anche in Europa League non lo so, dipenderà da carte bollate, ma io sono un uomo di campo e come tale faccio i complimenti a chi è arrivato prima di noi, a partire dal Genoa. Anche se ritengo per il campionato svolto che la Samp possa essere una degna rappresentante dell’Italia in Europa. Chi verrà dopo di me troverà una squadra che ha cultura del lavoro, che sa cosa significa impegno, professionalità, fatica e dare il massimo negli allenamenti e in partita. È questa la migliore eredità che io possa lasciare e va ben al di là di qualche punto in più o in meno in classifica. Non ho mai dimenticato che la Samp mi aiutò in un momento difficile della mia carriera di giovane calciatore. Quando in difficoltà c’è stato il club non ho potuto dire di no. Ora però la Samp sta bene e io credo di aver saldato il mio ‘debito’ morale“.

Durante le mie conferenze ho scomodato tanti personaggi illustri in tutti i campi: Giulio Cesare, Churchill, Che Guevara, Einstein, Dante, Walt Disney, Robin Williams e altri… Ma il primo è stato John Kennedy, di cui usai tre frasi per sintetizzare la mia scelta all’epoca e i miei obiettivi. Dissi che io e i calciatori non dovevamo chiederci cosa poteva fare la Samp per noi, ma cosa noi potevamo fare per la Samp. Ebbene, ho continuato a ragionare così per due anni, dando tutto ciò che potevo. Dissi poi che se Kennedy davanti al Muro si sentiva un berlinese, io ero orgoglioso di sentirmi un sampdoriano. E ricordai il nostro passato: i grandi presidenti e i grandi giocatori della storia della Samp tra cui mi misi anch’io… Spero oggi di essermi meritato una piccola citazione anche tra i tecnici importanti di questo club. E infine dissi che noi non avremmo fatto come i perdenti che trovano sempre una scusa, ma come i vincenti avremmo trovato una strada. E anche qui la promessa è stata mantenuta. Oggi, come un cerchio che si chiude, voglio usare una frase dello stesso personaggio: ‘Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona’, disse Kennedy. Io ho usato ogni minuto a disposizione come strumento per migliorare la Samp e migliorarmi. Ma ora non voglio sedermi. Sarebbe facile restare qui, però credo che non sarebbe giusto per la mia crescita e forse anche per quella della squadra. Mi ero posto un obiettivo, l’ho raggiunto. Ora cerco un’altra sfida“.

Dove ancora non è deciso e Mihajlovic ci tiene a sottolinearlo: “Lascio la Samp senza avere per ora un’altra squadra o un’altra trattativa aperta. Tutto può succedere, anche che resti a casa. Ma la mia testa e il mio cuore mi dicono che è giusto interrompere qui. Non bisogna piangere perché è finita, ma sorridere perché è successo. E io vado via con un grande sorriso perché mi ritengo doppiamente fortunato per aver giocato nella Sampdoria e poi averla allenata. Genova resterà sempre un po’ casa mia. In bocca a lupo, arrivederci a tutti e sempre forza Samp!“.