Milan, Berlusconi chiama Galliani. Mihajlovic avvisa: “Io non mi dimetto”
La società valuta i nomi di Spalletti e Donadoni, il tecnico serbo non si tira indietro: “Un eventuale esonero non dipende da me, sono pronto a dare spiegazioni al presidente”
La parola “crisi” è tornata attuale in casa Milan. Il poker casalingo subito dal Napoli ha scosso l’ambiente e la posizione dell’allenatore non sembra più così salda. D’altronde, Sinisa Mihajlovic dopo 7 giornate di campionato ha raccolto 5 punti in meno del criticatissimo Filippo Inzaghi (9 contro 19). I rossoneri sono peggiorati sia in difesa sia in attacco e non prendevano 4 gol a San Siro dal 1997. Il tecnico ha parlato di una squadra “debole emotivamente“, il presidente Silvio Berlusconi ha telefonato all’ad Adriano Galliani per discutere dei diversi fattori che non stanno facendo spiccare il volo ad un club che comunque in estate ha investito molto. I due, secondo quanto riportato da “Il Corriere dello Sport”, hanno parlato a lungo della partita e valutato anche la posizione di Mihajlovic. Arrivano i primi scricchiolii e, secondo “La Repubblica”, già sono stati fatti due possibili nomi di sostituti: Luciano Spalletti e Roberto Donadoni. Mihajlovic è pronto al confronto: “Riceverò sicuramente la telefonata del presidente, gli darò tutte le spiegazioni che mi chiederà. La scelta di un eventuale esonero spetta alla società, non dipende da me. Quel che è certo è che non darò mai le dimissioni. E’ una parola che non fa parte del mio vocabolario. Con Berlusconi e Galliani sono in debito adesso come lo sarò per tutta la vita. Ho la mia dignità e il mio orgoglio, provo a dare sempre il massimo, poi la società deciderà cosa fare. Io proverò a dare sempre tutto, come ho sempre fatto e sempre farò“.