Nell’andata allo Stadium, i bianconeri soffocano per un tempo e vanno sullo 0-2 per le reti di Müller e Robben, ma nella ripresa cambiano volto e rimontano fino al 2-2 con Dybala e Sturaro
Un tempo a testa, 2 gol ciascuna e verdetto rimandato all’Allianz, dove tra 3 settimane Juventus e Bayern Monaco partiranno dal 2-2. E’ una serata per cuori forti, l’andata degli ottavi di Champions League fra i vice campioni d’Europa e la corazzata di Guardiola, che tutti davano chissà perché in crisi di gioco e che invece per quasi un’ora domina la scena allo Stadium, al punto da far pensare che la pratica possa chiudersi qui. Invece proprio sotto di 2 gol la Juventus – aiutata dai cambi azzeccati di Allegri – si riprende e piazza la super rimonta: all’Allianz sarà dura ma possibile.
Fin dall’avvio è il Bayern a fare la partita, con la Juve che si raccoglie all’indietro per poi ripartire. Le prime emozioni le regalano i due ex in campo: Mandžukić avrebbe la palla buona sugli sviluppi di un lancio dalle retrovie, ma il croato conclude debolmente dal limite dell’area. La replica bavarese è affidata a Vidal, che di controbalzo lascia partire un gran destro: Buffon è reattivo e respinge coi pugni. Il cileno dà spesso il via all’azione partendo alle spalle della difesa bavarese. Una soluzione che permette al Bayern di proporre una manovra ad ampio respiro, con l’obiettivo di accerchiare la difesa di casa. Sul fronte opposto, invece, è ancora Mandžukić a mettersi in evidenza. Il croato, appostato sul secondo palo, manca di un soffio la deviazione vincente su cross di Dybala.
Al quarto d’ora sono gli uomini di Guardiola a divorarsi una colossale palla-gol. Un rimpallo favorisce Lewandowski, che serve Müller nell’area piccola. L’attaccante tedesco è completamente solo, ma attende un attimo di troppo prima di concludere, consentendo a Bonucci di effettuare un prodigioso recupero. La Juve si salva, ma fatica a trovare controffensive adeguate al fraseggio bavarese.
E’ un primo tempo di estrema sofferenza quello della Juve, che quando recupera palla viene immediatamente aggredita in pressing, non riuscendo a verticalizzare con efficacia. La pressione del Bayern è asfissiante e il vantaggio, che si concretizza al 43’, ne è la conseguenza inevitabile: Robben si incunea in area dalla destra e lascia partire un cross che Douglas Costa rimette in mezzo per il tap-in vincente di Müller. In avvio di ripresa Allegri si gioca subito la carta Hernanes, spedito in campo al posto di Marchisio, e la Juve prova ad alzare il baricentro, ma il Bayern la punisce immediatamente. Lewandowski innesca la ripartenza tedesca e serve Robben sulla destra: l’olandese taglia in area e si porta il pallone sul mancino, calciando secco sul secondo palo. Per Buffon non c’è nulla da fare. Siamo al 55’ e pochi istanti e Lewandowski sfiora il tris di testa, in tuffo. La Juve appare frastornata, ma nel momento di massima difficoltà trova la forza di reagire. Al 63’ Mandžukić sfrutta un errato controllo di Kimmich e serva un filtrante perfetto a Dybala, che fulmina Neuer con un preciso piatto destro.
Il gol trasfigura la Juve che di colpo diventa straripante. Mandžukić ruba palla a centrocampo e mette Cuadrado a tu per tu con Neuer, che si salva alzando il pallone oltre la traversa, quindi è Pogba a sfiorare il 2-2 con un destro a giro che sibila poco distante dall’incrocio dei pali. A questo punto servono forze fresche: Allegri getta nella mischia Sturaro per Khedira, mentre Guardiola infoltisce la linea difensiva inserendo Benatia per Bernat. Arriva anche il momento di Morata, che rileva uno stremato Dybala. E i cambi sorridono alla Juve, che al 76’ trova il pareggio proprio grazie ai due subentrati. Mandžukić pesca Morata, che di testa spedisce il pallone nell’area piccola: Sturaro brucia Kimmich, non esente da colpe, e in scivolata spedisce il pallone sotto la traversa, firmando il 2-2. Anche per il centrocampista si tratta del primo gol in Champions League e ora in campo i ruoli sono ribaltati: le certezze del Bayern vacillano, mentre la Juve sogna il paradiso dopo essere stata all’inferno.