FIGC, le componenti federali ribadiscono il sostegno a Gravina: il punto

Icona Autore Niccolò Di Leo
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FIGC (Shutterstock)

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Le dimissioni di Gravina lasciano un clima ancor più di incertezza all’interno del calcio italiano. Quale sarà gol destino della Nazionale è un’incognita alla quale solamente il tempo potrà rispondere. Ma soprattutto si tratta di una domanda alla quale ancora non abbiamo i mezzi sufficienti per replicare. Prima di tutto bisognerà attendere il 22 giugno, quando verrà eletto il nuovo presidente federale, poi si capirà il programma e la possibilità di realizzarlo. Sarà quello l’appuntamento cerchiato in rosso sul calendario di tutto il calcio azzurro che, nel frattempo, dà vita alla caccia al nome nuovo da inserire sul trono federale. Sarà Malagò? Toccherà a Galliani? Potrebbe essere l’occasione di Maldini? O tornare Abete? Domande, queste sì, che avranno vita breve. Ora è il tempo di studiare, poi di dar vita a coalizioni e candidature che andranno presentate entro il 7 giugno.

Le parole dalla FIGC

Riguardo quel che è stato – le dimissioni di Gravina – e quel che sarà – il futuro del calcio italiano – si sono espressi alcuni membri della riunione che si è svolta nella giornata di oggi a Via Allegri, la sede della FIGC. All’uscita, infatti, hanno parlato Umberto Calcagno, vice presidente FIGC e presidente dell’AIC, così come Renzo Ulivieri, presidente dell’AIAC, e lo stesso Giancarlo Abete, oggi numero uno della Lega Nazionale Dilettanti. Tra i temi trattati, ovviamente, ci sono le dimissioni comunitari pochi minuti prima da Gravina e quel che sarà nelle prossime settimane.

FIGC, Abete: “La LND sostiene Gravina. Ci sono passato anch’io”

Il presidente Gravina ci ha comunicato le sue dimissioni, ora si procederà con il rinnovo degli organi direttivi e un percorso che prevede la presentazione di eventuali candidature. Ci sarà l’opportunità nei prossimi periodi di fare dibattito sulle problematiche del calcio e verificare le posizioni dei candidati e delle componenti. Io a disposizione? È un problema che ora non mi pongo. Adesso bisogna essere concentrati sul perché per tre volte non siamo andati ai mondiali, per far si che questo non avvenga più e si recuperi la competiività del mondo del calcio. Quale è lo stato d’animo del presidente Gravina? Quello di una persona consapevole, è amareggiato ma sereno. Si sa come vanno queste cose. Ora le componenti faranno le loro riflessioni. Ci sarà un momento di confronto per arrivare a soluzioni condivise“.

Abete parla anche della posizione della LND sulla questione: “La posizione della Lega Nazionale Dilettanti è chiara, abbiamo rappresentato la nostra posizione di sostegno a Gravina qualunque fosse stato il risultato delle partite. Siamo coerenti con la nostra storia, dispiace per la Federazione e il rapporto personale ma ci sono passato e comprendo il contesto. Per me il riferimento rimane lo statuto della Federazione, del Coni, della Fifa e della Uefa. Bisogna capire le motivazioni che hanno portato a un calo di competitività anche per le squadre di club“. Sulla candidatura a presidente della FIGC, invece, Abete ha detto: “Ci sono quaranta giorni di tempo, tutti hanno interesse a prenderseli, anche per capire lo scenario di riferimento“.

FICG, Calcagno: “Serve un cambio di passo rapido!”

Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche. La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo. La federazione non ha strumenti giuridici per imporre che ci siano italiani in campo, quindi speriamo con la politica si possano studiare norme a riguardo. Ma sia chiaro la nostra non è una guerra allo straniero, non ci appartiene questa cosa. Negli altri Paesi ci sono sono le stesse norme, in Spagna non hanno neanche restrizioni ma il 60% sono giocatori spagnoli. Serve un cambio di passo rapido. Dobbiamo insegnare il calcio alla base in maniera diversa, perché i nostri ragazzi si appassionino in maniera diversa al nostro sport, il cambio va fatto alla base e anche nella parte apicale. La rifinitura del talento non la fa la Federazione, ma la fanno le società“.

FIGC, Ulivieri: “Una riunione triste. Il problema nasce nel 2006”

Una riunione molto tranquilla ma molto triste. Perché noi al di là del discorso politico avevamo con Gravina un discorso personale che non riuscivamo a scindere, via. Un rapporto personale e di condivisione politica. Cosa succederà adesso? Siamo in difficoltà ma non da ora, ma dal 2006, una difficoltà lunga. Vedremo. Non credo che queste difficoltà che hanno causato le dimissioni di Gravina, nascano dai rigori sbagliati, poi ci sono altri problemi da risolvere detto questo“.