Calcio Italiano

Fiorentina, addio a Commisso: l’artefice di un nuovo ciclo europeo

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Commisso

È stato un risveglio amaro per il calcio italiano e, in particolar modo, per quello fiorentina. La scomparsa nella notte di Rocco Commisso è stata comunicata dalla stessa Fiorentina sui propri canali di riferimento. Il numero uno della Viola si è spento dopo una lunga battaglia e un lungo ciclo di cure che, all’età di 76 anni, lo ha costretto ad arrendersi. Un’altra notizia drammatica per una società che poco tempo fa salutava il suo dirigente Joe Barone e che aveva vissuto anche prima la tragedia di Davide Astori. Una società che ora sarà chiamata a ricominciare, a ritrovare una strada, partendo dal proprio campionato e dall’obiettivo della salvezza: oggi ancor più prioritario per omaggiare la memoria del proprio presidente. Motivo per cui la stessa Fiorentina ha comunicato che scenderà in campo domani, alle ore 15.00, contro il Bologna per rispondere al trauma e al dolore con il calcio giocato.

Commisso, la Fiorentina e il Viola Park

Empatico e simpatico. Rocco, così voleva essere chiamato Commisso, ha dedicato la sua vita imprenditoriale anche al calcio, arrivando il 6 giugno del 2019 ad acquistare la Fiorentina per una cifra stimata tra i 150 e 170 milioni di dollari e sbarcando ufficialmente in Serie A. Tra gli investimenti principali per cui Rocco Commisso sarà ricordato, c’è senza ombra di dubbio quello che ha portato alla costruzione del Viola Park, un centro sportivo all’avanguardia ideato per diventare la nuova casa della Fiorentina. Dieci campi di allenamento, uno stadio da 3.000 destinato alla Primavera e alla selezione femminile, uno da 1.500 posti a disposizione delle giovanili e un padiglione eventi da 400 posti. Un investimento totale tra i 110 e 120 milioni di euro che ha fatto al Viola un’impronta più internazionale.

Il nuovo ciclo Commisso

E proprio a proposito di internazionalizzare la Fiorentina, l’arrivo di Rocco Commisso avvenne in un momento storico complicato per la Viola. Nella stagione 2018/2019 la formazione allenata da Pioli prima e da Montella poi, arrivò sedicesima salvandosi all’ultima giornata, dopo un pareggio per 0-0 contro il Genoa che bastò a garantirgli la permanenza in Serie A. Quello spavento segnò un momento di passaggio storico. Commisso prese in mano la società, si aprì a nuove investimenti e all’apertura di un nuovo ciclo, destinato a riportare la Fiorentina in Europa il prima possibile. Il primo anno si concluse con una decima posizione, con Iachini che prese il posto di Montella dalla 18° giornata. La stagione seguente i risultati peggiorarono portando a un tredicesimo posto, con Iachini che, a sua volta, fece spazio a Prandelli, prima di riprendere la guida della squadra dalla 29° alla 38°.

Il ritorno in Europa con Italiano

La svolta vera e propria arrivò nell’estate del 2021. La Fiorentina di Commisso decise di affidare la panchina a Vincenzo Italiano e il risultato fu immediato. Il settimo posto finale significava Conference League e ritorno in Europa per una squadra che non giocava a livello continentale dalla stagione 2016/2017, quando scese in campo in Europa League. Italiano, però, non spezzò solo un tabù, ma diede anche vita a un ciclo che ancora oggi vede la Viola impegnata in Conference. L’allenatore, oggi al Bologna, nei suoi tre anni a Firenze ha giocato due finali di Conference League e due finali di Coppe Italia (tutte perse), che diedero un nuovo vigore alla storia di una Fiorentina che, prima di Commisso, sembrava destinata a prendere una direzione preoccupante, casualmente simile a quella che vive oggi la squadra di Vanoli.