Inchiesta arbitri, l’Inter non è indagata: i nomi dei direttori di gara coinvolti

Icona Autore Chiara Scatena
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Cartellino rosso

Cartellino rosso (Shutterstock)

L’indagine della Procura di Milano che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi e altri membri del sistema Var resta, al momento, limitata esclusivamente al mondo arbitrale. Gli inquirenti hanno chiarito infatti che né l’Inter né i suoi dirigenti risultano indagati. Gli indagati noti sono cinque: oltre a Rocchi e Gervasoni figurano gli addetti Var Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna, anche se il numero complessivo potrebbe essere più ampio. L’inchiesta, avviata a fine 2024 anche dopo un esposto legato a Inter-Verona, ha già portato all’autosospensione di Rocchi e Gervasoni. Tra gli atti anche le dichiarazioni dell’ex guardalinee Domenico Rocca, che ha parlato di possibili irregolarità nelle designazioni e nelle valutazioni. A Rocchi vengono contestati tre episodi tra marzo e aprile 2025, legati alla scelta degli arbitri e a presunte interferenze.

Gli episodi contestati

Il primo riguarda il 2 aprile 2025, quando avrebbe contribuito alla designazione di Andrea Colombo per Bologna-Inter perché ritenuto “gradito” ai nerazzurri. Il secondo episodio, datato 20 aprile 2025, riguarda invece la scelta di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia, decisione che – secondo l’accusa – avrebbe garantito all’Inter direzioni diverse per eventuali gare successive. Il terzo caso riguarda Fabio Maresca durante Udinese-Parma del 1° marzo 2025: inizialmente non viene assegnato un rigore, con il Var Paterna d’accordo, ma dopo un confronto fuori campo la decisione cambia. Paterna, inizialmente ascoltato come testimone, è stato poi iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza. Gervasoni è invece indagato per un episodio in Salernitana-Modena (8 marzo 2025), legato a un rigore prima concesso e poi revocato dopo revisione Var. Di Vuolo risulta coinvolto come assistente Var proprio in Inter-Verona, partita in cui operava anche Nasca.

La posizione dell’AIA

Nel frattempo, l’Associazione Italiana Arbitri ha rotto il silenzio con una nota ufficiale, esprimendo rammarico per quanto emerso e annunciando che il Comitato Nazionale adotterà le misure necessarie per garantire la continuità della funzione tecnica della Commissione arbitrale.