Calcio Italiano

Inter-Torino, Coppa Italia: Chivu e Baroni si giocano i quarti

Icona Autore Vincenzo Lo Presti
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Ange Yoan Bonny

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Lo scorso 25 agosto, alla prima di campionato, è finita 5-0 tra Inter e Torino che si affrontano nuovamente mercoledì 4 febbraio per i quarti di finale di Coppa Italia. Di acqua sotto i ponti ne è passata, ma il divario tra le due formazioni sembra essere rimasto invariato. I nerazzurri, infatti, comandano la classifica di Serie A mentre i granata arrancano. La sfida, stavolta, si giocherà in una cornice insolita per entrambe le compagini: il Meazza, infatti, è occupato per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Milano Cortina in programma venerdì 6 febbraio, motivo per cui il match si disputerà in campo neutro, a Monza, all’U-Power Stadium. La vincente affronterà in semifinale una tra Napoli e Como, avversarie al Maradona martedì 10 febbraio alle 21. 

Le due formazioni arrivano all’appuntamento con il morale alto visto i successi ottenuti in campionato rispettivamente contro Cremonese (0-2) e Lecce: se per i ragazzi di Cristian Chivu si è trattato del quinto successo di fila, l’undicesimo nelle ultime dodici (unica frenata nello scontro diretto al Meazza contro i campioni d’Italia del Napoli), grazie alla vittoria contro i salentini firmata dal quarto centro in campionato di Ché Adams; i granata di Marco Baroni hanno interrotto un filotto di quattro ko consecutivi. Tornando alla Coppa Italia, agli ottavi l’Inter ha liquidato la pratica Venezia con un pirotecnico 5-1 mentre il Toro ha espugnato l’Olimpico battendo 3-2 la Roma: decisivo Ilkhan al 90’, con Hermoso e il 16enne Arena, a segno al primo pallone toccato dopo pochi secondi dal suo ingresso sul rettangolo di gioco, che avevano pareggiato i conti dopo la doppietta di Ché Adams. I granata precedentemente avevano superato di misura Modena e Pisa grazie ai sigilli di Vlasic e Casadei.

Precedenti Inter-Torino

L’Inter ha una striscia aperta di sette successi consecutivi, 12 nelle ultime 13, nelle sfide contro il Torino, vittorioso l’ultima volta addirittura il 27 gennaio 2019 tra le mura amiche grazie al gol di Armando Izzo. In totale, in 194 incontri, 84 affermazioni per i nerazzurri, 55 pareggi e altrettanti exploit granata. Il bomber dell’incontro è Giuseppe Meazza con 16 centri, dietro di lui Roberto Boninsegna (15), Paolo Pulici (9), Julio Libonatti (8) ed Enrico Candiani (7). La situazione si ribalta completamente se si prendono però in considerazione le sole gare di Coppa Italia: in 15 confronti otto successi del Toro, cinque dell’Inter e due pari

Analisi Inter-Torino

Inter-Torino di Coppa Italia è una di quelle partite che sulla carta sembrano indirizzate, ma che vanno comunque maneggiate con attenzione. L’Inter arriva con un peso specifico diverso: più qualità, più alternative, più abitudine a gestire gare secche. Anche se Chivu potrebbe ruotare qualcosa, il livello medio resta alto e la sensazione è che i nerazzurri abbiano ormai interiorizzato un modo di stare in campo molto solido, capace di reggere anche quando la partita si sporca o rallenta. In Coppa, soprattutto, l’Inter tende a non farsi prendere dalla frenesia: aspetta, palleggia, consuma l’avversario e poi colpisce. Il Torino, invece, si presenterà probabilmente con l’idea di allungare la partita il più possibile. Baroni sa che andare a viso aperto contro l’Inter sarebbe quasi un suicidio sportivo, quindi è facile immaginare un Toro compatto, corto, pronto a difendersi basso e a sfruttare ogni palla inattiva. I granata proveranno a portare la gara su binari nervosi, spezzettati, dove l’Inter non possa prendere ritmo. Il problema è che, quando devi solo resistere, prima o poi qualcosa concedi e contro una squadra che ha tante soluzioni offensive anche un mezzo errore può diventare fatale. La chiave sta tutta lì: se il Torino riesce a restare dentro la partita a lungo, magari arrivando all’intervallo sullo 0-0, può anche coltivare l’illusione del colpo sporco, della deviazione, del rigore o della ripartenza isolata. Ma se l’Inter trova presto il gol, la gara rischia di mettersi subito in discesa, perché i nerazzurri hanno la maturità per gestire il vantaggio senza concedere grandi spiragli. Il pronostico, quindi, va verso un’Inter padrona del gioco e della qualificazione, probabilmente senza goleade ma con controllo. Una partita che può essere bloccata per lunghi tratti, prima che la differenza di qualità emerga. Il Torino può renderla fastidiosa, anche scomoda, ma per ribaltare davvero i valori servirà qualcosa di eccezionale.