Lukaku, duro attacco all’Italia: “Dicevano che non ero in forma per boicottarmi”

Icona Autore Chiara Scatena
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Romalu Lukaku, Napoli

Romalu Lukaku, Napoli (Shutterstock)

“È stato l’anno peggiore della mia vita”. Romelu Lukaku non usa mezze parole per descrivere gli ultimi dodici mesi vissuti al Napoli. L’attaccante belga ne ha parlato alla tv del suo Paese, intervistato dall’ex calciatore Gilles De Bilde al termine della sfida di playoff di Champions League tra il suo nuovo Fenerbahce e il Lione, terminata in pareggio. Per Lukaku, intanto, è arrivato anche l’esordio con la maglia del club turco, con l’ingresso in campo negli ultimi dieci minuti.

Sul Napoli e la scorsa stagione

La sua ultima stagione a Napoli è stata fortemente condizionata dagli infortuni. L’attaccante si era fatto male durante l’amichevole estiva di Castel di Sangro contro l’Olympiacos, riuscendo poi a collezionare appena sei presenze complessive e un gol, realizzato contro il Verona. A rendere ancora più difficile quel periodo è stata anche la perdita del padre, avvenuta nel settembre 2025. Un insieme di circostanze che ha portato Lukaku a definire senza esitazioni l’ultima annata come “la peggiore della mia vita”. Il belga è poi tornato sulla decisione di lasciare il Napoli, spiegando di aver percepito una situazione ormai compromessa: “Ho sentito delle cose e sono state fatte delle scelte… Tutto qui. Se è andata così, allora è stato meglio per me andarmene”.

“Gioco fino al 2030”

Lukaku ha inoltre voluto rispondere alle voci sulle sue condizioni fisiche: “L’affermazione che non sono in forma è semplicemente falsa. Probabilmente l’hanno detto in Italia per boicottarmi. Sono al 100% in forma per giocare”. Ora, con la nuova avventura al Fenerbahce, l’attaccante guarda avanti e ha già fissato un obiettivo a lungo termine. Ho sempre detto che voglio continuare fino al 2030, anche con i Red Devils. Dopo, sarà ‘game over’”, ha dichiarato Lukaku, convinto che la longevità nel calcio dipenda soprattutto dalla mentalità. “Ci sono tanti giocatori che riescono a giocare a calcio fino a 40 anni: è una questione di mentalità. Se dai sempre retta alle opinioni altrui, diventi infelice. Ma io mi prendo cura di me stesso”, ha concluso il belga.