Roma, il caso Svilar e la Nazionale: perché il portiere non viene convocato?

Icona Autore Chiara Scatena
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Svilar

Mile Svilar è senza dubbio tra i miglior portieri in circolazione. Con la Roma sta vivendo una stagione di altissimo livello, con numeri eccellenti, eppure durante la pausa Nazionali continua ad allenarsi a Trigoria senza essere convocato. Ma com’è possibile che uno dei portieri più in forma non trovi spazio in nazionale?

Un caso unico

Tutto nasce da una singola presenza: 45 minuti giocati con la Serbia il 1° settembre 2021 in amichevole contro il Qatar, entrando al posto di Predrag Rajković. Una scelta che ha cambiato tutto. Svilar, nato ad Anversa e cresciuto calcisticamente in Belgio, aveva fatto tutta la trafila con le giovanili belghe. A spingerlo verso la Serbia fu il padre Ratko, ex portiere della Jugoslavia, ma da lì è iniziato il problema: oggi la Serbia non lo considera più, mentre il Belgio sarebbe pronto a convocarlo. Lui però è bloccato.

Il nodo regolamentare

Il regolamento FIFA, aggiornato nel 2020, consente in molti casi di cambiare nazionale. Svilar soddisfa quasi tutti i requisiti: aveva già il doppio passaporto, ha giocato meno di tre partite, non ha disputato gare ufficiali e sono passati più di tre anni Il problema è uno solo, ma decisivo: l’età. Quando ha giocato quella partita con la Serbia aveva compiuto 22 anni da appena quattro giorni, superando il limite dei 21 previsto dalla norma. Per questo motivo, non può cambiare nazionale e resta escluso da entrambe: una situazione paradossale che lo rende, di fatto, un “numero uno senza patria”.

Possibile svolta?

Da mesi un gruppo di legali sta cercando di ottenere una deroga dalla FIFA per casi come il suo, dove bastano pochi giorni (nel suo caso appena quattro) per cambiare completamente il destino. Intanto il Belgio, guidato da Rudi Garcia, è coperto nel ruolo con Thibaut Courtois, ma la vicenda Svilar continua a far discutere e potrebbe diventare un precedente importante per il futuro.