Calcio Italiano

Roma, ricorso per l’espulsione di Wesley: la decisione del Giudice Sportivo

Icona Autore Chiara Scatena
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Wesley, Roma

Wesley, Roma (Shutterstock)

Secondo ko consecutivo in campionato per la Roma, che cade 2-1 sul campo del Como e scivola dal quarto al sesto posto in classifica. Una serata complicata per i giallorossi, resa ancora più difficile al 64’, quando sono rimasti in dieci uomini per l’espulsione di Wesley.

Il reclamo della Roma

Il brasiliano, già ammonito, ha fermato fallosamente Diao lanciato in una pericolosa azione offensiva. L’arbitro non ha avuto esitazioni ed ha estratto il secondo cartellino giallo. Una decisione che però la Roma ha deciso di contestare, presentando un reclamo formale e chiedendo la prova tv, appellandosi all’articolo 61 comma 2 del Codice di Giustizia Sportiva, ipotizzando un possibile scambio di persona. Nell’azione incriminata, infatti, oltre a Wesley era intervenuto anche Rensch: da qui il dubbio del club giallorosso che il fallo potesse essere stato commesso dal compagno di squadra.

La spiegazione del Giudice Sportivo

Dopo aver analizzato le immagini televisive e raccolto ulteriori elementi, il Giudice Sportivo ha respinto il ricorso. Determinanti sono state sia le riprese video sia le relazioni fornite dall’arbitro Massa e dal VAR Fabbri. Il direttore di gara ha confermato che Rensch era intervenuto regolarmente, mentre il fallo decisivo era stato commesso proprio da Wesley. Anche il VAR, durante il consueto controllo, aveva già verificato l’assenza di uno scambio di persona, senza ravvisare gli estremi per intervenire. Le immagini, dunque, hanno chiarito ogni dubbio: corretto il secondo giallo al brasiliano, con la conseguente espulsione confermata.