Calcio Italiano

Spalletti si lamenta degli arbitri, l’AIA risponde: “Mai stati contrari a una riforma”

Icona Autore Chiara Scatena
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Luciano Spalletti, allenatore Juve

TURIN, ITALY - JANUARY 12: Luciano Spalletti of Juventus reacts during the Serie A match between Juventus FC and US Cremonese at on January 12, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Image Photo Agency/Getty Images)

La replica era attesa ed è arrivata nel giro di poche ore. Dopo le dichiarazioni di Luciano Spalletti al termine della gara pareggiata contro la Lazio, l’AIA ha risposto con un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, intervenendo sul tema del professionismo degli arbitri. Un argomento tornato d’attualità dopo il mancato rigore concesso alla Juventus nel primo tempo per l’intervento di Gila su Cabal, episodio che ha fatto infuriare l’allenatore bianconero, soprattutto alla luce del successivo gol annullato a Koopmeiners.

Lo sfogo di Spalletti

Nel post partita, Spalletti non aveva nascosto il proprio disappunto ai microfoni di DAZN: “Il rigore su Cabal? Il difensore commette un gesto imprudente, ma tutto dipende dalle interpretazioni. L’unico non professionista tra 22 professionisti in campo è l’arbitro: va cambiata questa cosa perché crea uno squilibrio”. Spalletti ha poi insistito sul tema delle interpretazioni regolamentari, invocando una riforma strutturale della categoria arbitrale: “Gli arbitri sono troppo importanti, devono essere tutti professionisti. Altrimenti si finisce sempre a discutere degli episodi”.

La risposta dell’AIA

A stretto giro è arrivata la risposta dell’Associazione Italiana Arbitri, affidata alle parole del vicepresidente vicario Francesco Massini. Il messaggio è chiaro: l’AIA non è mai stata contraria a una riforma in senso professionistico. “L’AIA – si legge nel comunicato – intende precisare di non essere mai stata contraria a proposte di riforma finalizzate al miglioramento qualitativo delle prestazioni arbitrali“. Massini ha ricordato come già dallo scorso settembre il presidente Antonio Zappi e il Comitato Nazionale abbiano manifestato apertura su questo fronte, a patto che vengano garantite adeguate tutele economiche e professionali e che non venga compromessa l’autonomia tecnica dell’AIA. Collaborare con FIGC e Leghe, secondo l’Associazione, non solo è possibile ma auspicabile per costruire una riforma condivisa e sostenibile.

Nel comunicato viene però sottolineato come il professionismo non possa riguardare soltanto la Serie A. Per l’AIA è fondamentale investire anche nella formazione arbitrale delle categorie inferiori, dalla Serie C alla Serie D, per garantire qualità e continuità nel tempo. L’obiettivo finale, ribadisce l’Associazione, è quello di preservare una funzione arbitrale autorevole, dotata di carisma e personalità, capace di prendere decisioni in autonomia, senza risultare condizionata in modo eccessivo dagli strumenti tecnologici.