Bellingham e i Peaky Blinders: la suggestiva coreografia del Birmingham

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Jude Bellingham (Shutterstock)

Jude Bellingham (Shutterstock)

Le leggende sono immortali. Questa è una certezza che in un calcio sempre più cinico ed economico e sempre meno romantico continua a resistere. Ci sono calciatori, allenatori o dirigenti che facendo la storia del club si prenotano un posto nella memoria dei tifosi. Un posto dove restano fino alla fine come ricordo tangibile di un passato felice. Come simbolo di un popolo. A Birmingham le leggende escono anche dal mondo del calcio, abbracciano la cinematografia e diventano iconici per l’intera tifoseria.

Bellingham e Thomas Shelby

Il caso più iconico è quello di Thomas Shelby, personaggio e protagonista di una delle serie più amate nel mondo: Peaky Blinders. È la storia di una famiglia pronta ad affermarsi nel mondo della criminalità locale con le scommesse illegali e il mercato nero che man mano con il passare delle stagioni abbraccia l’inquietudine interna di un leader come ‘Thommy‘ Shelby che partendo dai bassifondi di Birmingham si afferma anche negli ambienti politici e istituzionali di Inghilterra. Tornato in auge con l’ultimo film – ‘The Immortal man’ Thomas Shelby è stato il protagonista dell’ultima coreografia dei tifosi del Birmingham che, sopra la scritta “Legends are immortal” hanno posto alcuni dei simboli della storia del club, tra cui spunta anche Jude Bellingham.

La storia dietro la leggenda di Bellingham

L’attuale centrocampista del Real Madrid e titolare della Nazionale inglese, infatti, è cresciuto nel settore giovanile del Birmingham che ha lasciato nel 2020 per trasferirsi al Borussia Dortmund. Strada seguita di recente anche dal fratello minore Jobe. Bellingham è uno dei giocatori più forti ad aver mai indossato la casacca del Birmingham e già questo gli varrebbe la nomina di leggenda del club, ma il motivo che l’ha consolidato come tale nel cuore dei tifosi si cela dietro la sua cessione al BVB. Nel 2020, infatti, i Blue Noses erano a un passo dal fallimento, ma i più di 30 milioni incassati dalla sua cessione permisero alla storia del Birmingham di sopravvivere. Da quel 23 luglio la maglia numero 22 che Bellingham aveva indossato 44 volte venne ritirata, consegnando l’eternità a un giocatore diventato tra i più forti al mondo.