Benfica, dura contestazione dei tifosi contro Mourinho e la società: interviene la polizia
ISTANBUL, TURKEY - AUGUST 10: Head coach Jose Mourinho of Fenerbahce looks on during the Turkish Super League match between Fenerbahce and Adana Demirspor at Ulker Stadium on August 10, 2024 in Istanbul, Turkey. (Photo by Ahmad Mora/Getty Images)
Clima di fortissima tensione in casa Benfica. Nella mattinata di sabato, circa 200 tifosi hanno fatto irruzione nel centro sportivo di Seixal per contestare i risultati deludenti della squadra. I sostenitori hanno chiesto un confronto diretto con l’allenatore José Mourinho, il capitano Nicolás Otamendi e il direttore tecnico Simão Sabrosa, pretendendo spiegazioni immediate per l’andamento negativo della stagione. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha consentito l’accesso al gruppo solo dopo aver ricevuto garanzie sul carattere pacifico della protesta, evitando così possibili scontri ai cancelli del centro sportivo.
Duro faccia a faccia tra società e tifosi
L’episodio è avvenuto a poche ore dalla sfida di campionato contro l’Estrela Amadora e fotografa una crisi profonda: le Aquile sono infatti a 10 punti dal Porto capolista e sono già state eliminate sia dalla Coppa di Lega che dalla Champions League. In un primo momento, la dirigenza aveva autorizzato l’ingresso di soli quattro rappresentanti della tifoseria. La determinazione del gruppo ultras ha però portato le autorità a permettere l’accesso a tutti i manifestanti su uno dei campi di allenamento. Qui si è svolto un faccia a faccia durato circa un’ora, estremamente teso, con Mourinho e i vertici del club, durante il quale i tifosi hanno manifestato apertamente il proprio malcontento per la direzione intrapresa dal progetto tecnico.
Una stagione difficile per il Benfica
La protesta si inserisce in una fase già segnata da episodi controversi. Dopo la sconfitta in semifinale di Coppa di Lega contro il Braga, a inizio mese, Mourinho aveva infatti imposto un ritiro punitivo alla squadra nel centro sportivo, obbligando i giocatori a pernottare lì per “riflettere” sulla prestazione. Una scelta forte e discussa, che però non è bastata a cambiare il corso della stagione.