Caos Real, parla Arbeloa: “Ecco cosa mi fa più male”

Icona Autore Luigi Trapani Lombardo
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Arbeloa e Mbappé (Shutterstock)

Arbeloa e Mbappé (Shutterstock)

Alla vigilia del Clasico al Camp Nou, Álvaro Arbeloa affronta la conferenza stampa più difficile della sua carriera da allenatore. Lo spogliatoio in fiamme, la rissa tra Valverde e Tchouameni, le polemiche su Mbappé: il tecnico del Real Madrid non si nasconde, si prende le responsabilità e difende i suoi giocatori. Ma c’è una cosa che non riesce a tollerare: che quanto accaduto sia trapelato fuori.

“Non li crocifiggo pubblicamente: tutti commettono errori”

Arbeloa apre la conferenza prendendo di petto il caso della rissa tra i due centrocampisti, con Valverde finito in ospedale dopo uno scontro con Tchouameni. Il tecnico non minimizza, ma sceglie di proteggere i suoi: “Inizio con il dire che sono molto orgoglioso della risolutezza, della velocità e della trasparenza con cui il club ha agito. Ma anche del fatto che i giocatori abbiano riconosciuto il loro errore, espresso il loro rammarico e chiesto perdono. Questo mi basta. Quello che non farò è crocifiggerli pubblicamente, perché non lo meritano. Tutti commettono errori, anche i migliori, anche quelli che hanno comportamenti esemplari. Si deve voltare pagina: questi due giocatori meritano di continuare a lottare per il Real, io sono fiero di loro e non permetterò che quanto accaduto venga usato per mettere in discussione la loro professionalità“.

“Sono io il principale responsabile”

Poi Arbeloa allarga il discorso e risponde a chi, nelle ultime settimane, ha messo in dubbio il clima interno al club e il suo rapporto con i giocatori. “È una bugia dire che non ci comportiamo da professionisti, che loro non lo sono perché hanno problemi con me e che mi abbiano mancato di rispetto. Questo è assolutamente falso. Sono io il principale responsabile del fatto che probabilmente non siamo stati all’altezza in questa stagione. Ma sono qui da quattro mesi e sono molto orgoglioso dei miei giocatori, di come mi hanno accolto e di da dove siamo partiti. È chiaro che la frustrazione e la rabbia possono portare a situazioni indesiderate. Se volete puntare il dito contro qualcuno, eccomi qui.”

“Quello che succede nello spogliatoio deve rimanerci”

È il momento più toccante della conferenza. Arbeloa racconta un aneddoto personale per mettere in prospettiva l’accaduto, poi si sfoga su ciò che davvero lo ha colpito al cuore. “Ho avuto un compagno di squadra che ha preso una mazza da golf e ne ha colpito un altro. Quello che succede nello spogliatoio del Real deve rimanere nello spogliatoio del Real, ed è questo che mi fa più male. Situazioni del genere sono sempre successe, non le giustifico in alcun modo. È stato un incidente. Il mio ufficio non è nello spogliatoio, ma mi assumo la responsabilità di non aver fermato la rissa. Questo è uno spogliatoio degno del Real, sicuramente dobbiamo fare meglio, ma vedo un gruppo sano, pronto a vincere di nuovo.” Sul tema delle fughe di notizie, Arbeloa è ancora più diretto: “Far trapelare cose che accadono nello spogliatoio lo interpreto come un tradimento e una slealtà nei confronti di questo club. Non so chi sia stato, non lavoro per la CIA e non sto accusando i giocatori. Ci sono molte persone intorno al Real Madrid, ma i giocatori sanno che quello che accade resta e deve restare tra loro e me.