Premier League, disastro Chelsea: decimo posto e fuori dall’Europa

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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Enzo Fernandez, Chelsea (Shutterstock)

Doveva essere la stagione della rinascita, si è trasformata nell’ennesimo incubo. Il Chelsea FC chiude una delle annate più deludenti della sua storia recente con un amarissimo decimo posto in Premier League e, soprattutto, senza qualificazione alle coppe europee. Un fallimento totale per un club costruito per competere ai vertici e che invece si ritrova ancora una volta lontano dall’élite del calcio continentale. La stagione sembrava aver preso una piega diversa nei primi mesi. Con Enzo Maresca in panchina, infatti, il Chelsea aveva mostrato segnali incoraggianti: una squadra organizzata, idee chiare e risultati che avevano riportato i Blues in piena zona Champions League fino al periodo natalizio. Il tecnico italiano era riuscito a dare identità a un gruppo giovane e spesso discontinuo, valorizzando diversi elementi offensivi e restituendo entusiasmo a Stamford Bridge.

Premier League, il crollo del Chelsea dopo l’esonero di Maresca

Poi, però, la clamorosa decisione della dirigenza. A Capodanno, nonostante una classifica più che positiva e una squadra ancora in corsa per il quarto posto, Maresca è stato esonerato in una scelta che ha lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori. Una mossa che, col senno di poi, si è rivelata completamente disastrosa. Al suo posto è arrivato Liam Rosenior, chiamato per dare continuità al progetto ma incapace di gestire la pressione e soprattutto di mantenere il rendimento della squadra. Con il nuovo allenatore il Chelsea ha iniziato una lenta ma inesorabile caduta. Le difficoltà tattiche sono emerse immediatamente: squadra lunga, difesa vulnerabile e un attacco spesso sterile nei momenti decisivi. I numeri del girone di ritorno sono impietosi. I Blues hanno perso terreno settimana dopo settimana, uscendo rapidamente dalla lotta Champions e finendo addirittura fuori dalla zona europea. Un crollo verticale accompagnato da prestazioni sempre più deludenti e da un ambiente progressivamente sfiduciato.

Premier League, la sconfitta col Sunderland condanna il Chelsea

L’epilogo è arrivato nell’ultima giornata, con la pesantissima sconfitta contro il Sunderland AFC. Un ko che ha certificato il decimo posto finale e sancito definitivamente il fallimento della stagione. Il Sunderland, già salvo e senza particolari obiettivi di classifica, ha giocato con maggiore intensità e organizzazione, mettendo in enorme difficoltà un Chelsea apparso scarico mentalmente e privo di idee. Al triplice fischio, i fischi dei tifosi hanno accompagnato l’uscita dal campo dei giocatori, simbolo di una frattura ormai evidente tra ambiente e società. La sensazione è che il club abbia pagato soprattutto l’instabilità gestionale e decisioni dirigenziali discutibili, a partire proprio dall’esonero di Maresca. Ora il Chelsea dovrà inevitabilmente ripartire da zero. Servirà chiarezza sul progetto tecnico, una guida stabile e soprattutto la capacità di ridare fiducia a una piazza stanca di promesse mancate. Perché vedere il Chelsea fuori dall’Europa non rappresenta più una sorpresa occasionale, ma il sintomo di una crisi profonda che continua a trascinarsi stagione dopo stagione.