Tempesta valutaria sulla UEFA: il crollo del dollaro brucia 55 milioni di dollari
Il presidente UEFA Ceferin (Shutterstock)
Il bilancio annuale della UEFA per la stagione 2024-25 si è chiuso con un segnale d’allarme inaspettato, causato non dal campo da gioco, ma dai mercati valutari. Il brusco indebolimento del dollaro statunitense, sceso del 9% nei primi mesi del 2025, ha generato perdite per circa 55 milioni di dollari. Secondo la relazione finanziaria appena pubblicata dall’organismo di Nyon, questo “risultato deludente” è figlio di dinamiche geopolitiche ed economiche complesse, che alcuni analisti collegano alla flessione della fiducia degli investitori negli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump. La perdita ha quasi azzerato il risultato netto complessivo dell’esercizio, costringendo la UEFA a finanziare il disavanzo attingendo direttamente alle proprie riserve strategiche.
Riserve al limite per le federazioni europee
Questo scossone finanziario ha ridotto le riserve della UEFA a 521,8 milioni di euro, una cifra che si avvicina pericolosamente alla soglia critica dei 500 milioni. Questo “cuscinetto” è vitale per l’organizzazione, poiché garantisce il sostentamento delle 55 federazioni affiliate e il finanziamento di tutti i tornei per nazionali, dalle categorie senior a quelle giovanili. Nonostante i tornei per club come la Champions League generino ricavi miliardari, la maggior parte di questi introiti viene ridistribuita come premio alle squadre partecipanti, lasciando alla UEFA margini di profitto ridotti che servono a mantenere in equilibrio l’intero sistema calcio del continente.
Il paradosso del dollaro e le perdite inevitabili
Nella gestione della sua tesoreria, la UEFA si è trovata intrappolata in una posizione obbligata. Per sostenere le proprie operazioni di copertura finanziaria, l’ente deve necessariamente detenere ingenti somme in dollari USA. Quando il valore della divisa americana è colato a picco la scorsa primavera, dopo un 2023-24 definito invece “eccezionale”, le perdite sono diventate sostanziali e inevitabili. La UEFA ha ammesso che, dopo anni di risultati positivi sul fronte dei cambi, il mutato scenario geopolitico ha invertito la rotta, sottolineando come la stabilità delle grandi organizzazioni sportive resti strettamente legata all’imprevedibilità degli equilibri economici mondiali.