Benfica, Mourinho confessa: “Pensavo fossimo qualificati con il 3-2”
È stata una notte semplicemente epica per il Benfica, che ha strappato la qualificazione ai playoff di Champions League grazie a un clamoroso 4-2 contro il Real Madrid, maturato nei minuti di recupero. L’eroe assoluto della serata è stato il portiere Anatoliy Trubin, autore del gol decisivo all’ultimo assalto. E pensare che, fino a pochi istanti prima, i portoghesi erano convinti di essere già qualificati.
La rivelazione di Mourinho
A raccontarlo senza filtri è stato José Mourinho, che nel post-partita si è anche scusato con l’allenatore del Real Madrid, oltre che suo ex giocatore, Álvaro Arbeloa, per l’esultanza particolarmente accesa. La gara è stata un continuo saliscendi emotivo: il Benfica è andato inizialmente sotto con Kylian Mbappé, a segno per la prima delle sue due reti personali, prima di ribaltare il match e portarsi sul 3-1 a inizio ripresa. Mourinho, forte della sua esperienza e convinto che il vantaggio minimo fosse sufficiente per entrare tra le prime 24, ha scelto di operare cambi a carattere difensivo. Solo in seguito, però, lo staff si è reso conto che serviva un altro gol per essere matematicamente certi della qualificazione. A quel punto non c’era più margine per intervenire dalla panchina, se non affidarsi all’ultimo disperato tentativo: mandare il portiere in area avversaria.
Le parole del tecnico
A Paramount+ lo Special One ha poi svelato la confusione che ha portato al finale surreale: “Quando ho fatto gli ultimi cambi, Ivanovic e Antonio Silva, mi era stato detto che il punteggio bastava, quindi ho pensato a chiudere la partita. Pochi secondi dopo mi hanno detto che avevamo bisogno di un altro gol, ma non potevo più fare sostituzioni. Lì siamo stati fortunati a ottenere il calcio di punizione che ci ha permesso di mandare su il nostro “ragazzone”” E ancora: “Ho vinto e perso tantissime partite, ma non ne avevo mai vinta una con un gol del portiere all’ultimo minuto. Pensavo di aver visto tutto nel calcio, invece no”.