Coppe Europee

Benfica, Mourinho confessa: “Pensavo fossimo qualificati con il 3-2”

Icona Autore Chiara Scatena
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Mourinho

ISTANBUL, TURKEY - AUGUST 10: Head coach Jose Mourinho of Fenerbahce looks on during the Turkish Super League match between Fenerbahce and Adana Demirspor at Ulker Stadium on August 10, 2024 in Istanbul, Turkey. (Photo by Ahmad Mora/Getty Images)

È stata una notte semplicemente epica per il Benfica, che ha strappato la qualificazione ai playoff di Champions League grazie a un clamoroso 4-2 contro il Real Madrid, maturato nei minuti di recupero. L’eroe assoluto della serata è stato il portiere Anatoliy Trubin, autore del gol decisivo all’ultimo assalto. E pensare che, fino a pochi istanti prima, i portoghesi erano convinti di essere già qualificati.

La rivelazione di Mourinho

A raccontarlo senza filtri è stato José Mourinho, che nel post-partita si è anche scusato con l’allenatore del Real Madrid, oltre che suo ex giocatore, Álvaro Arbeloa, per l’esultanza particolarmente accesa. La gara è stata un continuo saliscendi emotivo: il Benfica è andato inizialmente sotto con Kylian Mbappé, a segno per la prima delle sue due reti personali, prima di ribaltare il match e portarsi sul 3-1 a inizio ripresa. Mourinho, forte della sua esperienza e convinto che il vantaggio minimo fosse sufficiente per entrare tra le prime 24, ha scelto di operare cambi a carattere difensivo. Solo in seguito, però, lo staff si è reso conto che serviva un altro gol per essere matematicamente certi della qualificazione. A quel punto non c’era più margine per intervenire dalla panchina, se non affidarsi all’ultimo disperato tentativo: mandare il portiere in area avversaria.

Le parole del tecnico

A Paramount+ lo Special One ha poi svelato la confusione che ha portato al finale surreale: “Quando ho fatto gli ultimi cambi, Ivanovic e Antonio Silva, mi era stato detto che il punteggio bastava, quindi ho pensato a chiudere la partita. Pochi secondi dopo mi hanno detto che avevamo bisogno di un altro gol, ma non potevo più fare sostituzioni. Lì siamo stati fortunati a ottenere il calcio di punizione che ci ha permesso di mandare su il nostro “ragazzone”” E ancora: “Ho vinto e perso tantissime partite, ma non ne avevo mai vinta una con un gol del portiere all’ultimo minuto. Pensavo di aver visto tutto nel calcio, invece no”.