Champions League

Champions League, serata magica per l’Atalanta: 4-1 al Borussia Dortmund, Dea agli ottavi

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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Raffaele Palladino, Atalanta (Shutterstock)

Raffaele Palladino, Atalanta (Shutterstock)

Una serata che può indirizzare un’intera stagione per l’Atalanta guidata da Raffaele Palladino, protagonista di 90 minuti intensi e spettacolari che valgono il passaggio del turno. Dopo la sconfitta in Germania serviva una prova perfetta, e così è stato: partenza aggressiva, ritmo altissimo e successo arrivato all’ultimo respiro grazie al rigore trasformato da Lazar Samardzic. Una qualificazione costruita con un primo tempo impeccabile e una ripresa di sofferenza, premiata proprio nel recupero. Determinante in negativo per i tedeschi Ramy Bensebaini, coinvolto in tre delle quattro reti nerazzurre.

Champions League, avvio travolgente della Dea

Diversamente da quanto visto con l’Inter, l’Atalanta approccia la gara con aggressività, pressando alto e imponendo fin da subito il proprio gioco. La corsia mancina fa la differenza con l’asse Bernasconi-Zalewski, mentre Gianluca Scamacca, pur partecipando meno alla manovra, si dimostra letale in area. Dopo tre minuti è decisivo l’intervento di Gregor Kobel su Zalewski, ma poco più tardi il portiere giallonero non può opporsi al vantaggio bergamasco. Grave errore di Bensebaini su un cross rasoterra di Bernasconi: Scamacca, tutto solo a pochi passi dalla porta, firma l’1-0 che riapre il discorso qualificazione. Il primo tempo è quasi a senso unico. Kobel salva ancora su Zalewski, ma nel finale capitola di nuovo: conclusione dalla distanza di Davide Zappacosta deviata ancora da Bensebaini, con il pallone che sorprende il numero uno del Dortmund. All’intervallo il punteggio complessivo torna in equilibrio.

Champions League, De Roon-Pasalic, il gol simbolo. Poi la reazione tedesca

La squadra di Palladino non si accontenta e a inizio ripresa trova anche il terzo gol. Azione emblematica: cross calibrato di Marten de Roon e incornata vincente di Mario Pasalic, tra i veterani della rosa, che supera ancora Kobel. Il Gewiss Stadium esplode. Con il passare dei minuti, però, la stanchezza si fa sentire. Palladino inserisce forze fresche come Krstovic e Ahanor, ma sono le sostituzioni di Niko Kovac a cambiare volto al Dortmund: dentro Fabio Silva e Adeyemi a sostegno di Guirassy. Ed è proprio Karim Adeyemi, appena entrato, a riaccendere le speranze ospiti con una prodezza personale: ingresso in area e sinistro potente sul secondo palo che non lascia scampo a Marco Carnesecchi. L’Atalanta accusa il colpo ma prova a reagire. Samardzic sfiora il gol con una giocata di classe, mandando il pallone di poco a lato.

Champions League, l’episodio decisivo: Samardzic dal dischetto

Il momento chiave arriva nei minuti di recupero. Kobel sbaglia l’uscita fuori area e consegna il pallone a Pasalic, che conduce l’azione e serve Krstovic in area. Sul colpo di testa dell’attaccante, Bensebaini interviene in modo scomposto colpendo il volto dell’avversario con i tacchetti. L’arbitro Jose Maria Sanchez Martinez inizialmente lascia correre, ma dopo il richiamo del VAR assegna il rigore ed espelle il difensore per doppia ammonizione. Dal dischetto si presenta ancora Samardzic: conclusione potente sotto l’incrocio e stadio in delirio. Bergamo festeggia una rimonta memorabile e l’Atalanta conquista con merito gli ottavi di finale di Champions League.