Juventus, Di Gregorio si isola. Spalletti: “Accetti il disprezzo”
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Le ultime settimane non sono state semplici per Michele Di Gregorio, finito al centro di una pioggia di critiche dopo alcune prestazioni giudicate insufficienti. La sconfitta contro il Como ha rappresentato un punto di rottura, scatenando reazioni che sono andate ben oltre il confronto tecnico. Sui social network il portiere della Juventus è stato preso di mira con toni duri, tanto da decidere di chiudere i commenti sul proprio profilo. Un gesto che racconta il clima pesante attorno alla squadra e soprattutto all’estremo difensore in questa fase della stagione. La società osserva, mentre lo spogliatoio prova a reagire a una situazione a cui intanto si è aggiunto l’accanimento verso l’ex Monza dopo i pesantissimi errori commessi nelle ultime uscite.
Condottiero in campo
In questo scenario, il ruolo dell’allenatore è determinante. Luciano Spalletti ha scelto di esporsi, evitando di lasciare solo il proprio portiere. Il tecnico ha sottolineato come le difficoltà attuali non possano essere attribuite a un singolo episodio o a un solo giocatore. La sua presa di posizione mira a ricondurre l’analisi su un piano più ampio, quello della responsabilità condivisa. Sua in primis in quanto capo dello spogliatoio, ma anche di ogni singolo giocatore. Perché tutti, al momento, stanno contribuendo in negativo nella fase chiave della stagione e proseguire su questa china potrebbe portare a mancare anche gli obiettivi minimi.
Nessun alibi
Le sue parole in conferenza stampa hanno avuto un peso specifico importante: “Bisogna sviluppare la capacità di accettare di essere disprezzati, per non dipendere dagli sguardi degli altri ed essere liberi. Smetti di chiederti cosa deve succedere e capisci ciò che vuoi che accada. Come gruppo non diamo in pasto a nessuno le critiche che vengono fatte. Tutte le critiche che si fanno a un giocatore, poi ognuno di noi si prende un po’ di responsabilità. Il famoso salvadanaio di spogliatoio dove ci si dividono le cose belle e brutte.” Un messaggio che richiama maturità e compattezza interna, alla vigilia del primo crocevia della settimana in un ritorno col Galatasaray che ha già il sapore di impresa impossibile.