Mondiale 2026, Girone F: Olanda e Giappone, talento e organizzazione. Svezia e Tunisia in agguato

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Memphis Depay, Olanda

Memphis Depay, Olanda (Shutterstock)

Manca poco più di un mese all’esordio della Coppa del Mondo. Su Stati Uniti, Messico e Canada si concentreranno gli occhi di tutti gli appassionati di calcio per un’edizione allargata del Mondiale che porta con sé particolare curiosità. Fin dalla nascita della Coppa Rimet, d’altronde, questo torneo ha sempre avuto un sapore speciale. Un mix di culture che si univano e si affrontavano, diventando spesso anche l’occasione per allargare la propri conoscenza calcistica scoprendo nuovi talenti emergenti. In questo senso abbiamo cercato di giocare d’anticipo e, dopo aver analizzato i primi cinque gironi, rinnoviamo l’appuntamento con il Gruppo F.

Le squadre del girone

Il Gruppo F si presenta come un gruppo particolarmente equilibrato. L’unica Nazionale che sembrerebbe godere maggiormente dei favori del pronostico sono i Paesi Bassi, leggermente più favoriti rispetto a Giappone, Svezia e Tunisia che invece si giocheranno il secondo posto e, quindi, l’accesso alla fase a eliminazione diretta.

Analisi squadra per squadra

Olanda

L’Olanda lavora dal 2023 per questo momento. Dopo l’era Van Gaal ora tocca a Ronald Koeman rilanciare un calcio che vuole tornare ai suoi albori, a quell’apice toccato nel 2010 quando arrivò a giocarsi la finale del Mondiale contro la Spagna. Persa solo ai supplementari. Il commissario tecnico olandese da tre anni sta costruendo la squadra lavorando su un collettivo stabile, al quale aggiunge di anno in anno elementi interessanti e futuribili che emergono dall’Eredivisie e da tutti gli altri campionati del mondo.

Il suo 4-2-3-1 è una dichiarata ricerca dell’equilibrio. Lo sviluppo dell’azione nasce da una fase di costruzione che si basa sul 2+1 (due centrali esterno ai lati di un difensore che abbassandosi diventa il primo palleggiatore) e passa per i due mediani, che orientano il gioco verso le corsie laterali, dove l’Olanda gode di giocatori di grande spinta e fisicità. Dalla trequarti in sù le alternative in fase di finalizzazione son due: la qualità degli attaccanti e quindi la soluzione diretta o il cross basso a premiare l’inserimento dei centrocampisti. In fase difensiva è fondamentale l’atletismo e la fisicità degli uomini di Koeman lanciati un uno contro uno a tutto campo che richiama al calcio totale inventato da quelle parti. La marcatura a uomo serve per impedire la costruzione avversaria, ma richiede un grande dispendio energetico. Non appena viene recuperata palla l’Olanda trasforma l’azione difensiva in offensiva cercando un contropiede rapido per godere della superiorità numerica.

Nel gioco di Koeman ci sono dei giocatori irrinunciabili. Partiamo da Akè in difesa, il perno centrale che si abbassa per dare il via alla manovra, e da Van Dijk, capitano della squadra, e passiamo poi poi Reijnders a centrocampo che deve sviluppare gioco, Dumfries sull’esterno che è il prototipo di laterale perfetto per il c.t. olandese, Gakpo che ha tempi di inserimento e qualità individuali, consentendo grande duttilità offensiva, Depay e Malen, i due attaccanti dell’Olanda che potrebbero rivelarsi due gradite sorprese durante il Mondiale. Non può esser menzionato Xavi Simons, per quanto fondamentale, a causa dell’infortunio che lo costringerà a saltare la Coppa del Mondo.

L’Olanda ha strappato l’accesso diretto al Mondiale chiudendo da prima in classifica il rispettivo girone di qualificazione. Sei vittorie e due pareggi per un totale di 20 punti, 3 in più della Polonia seconda. Nelle due amichevoli pre-Mondiale ha pareggiato in 10 contro l’Ecuador e vinto contro la Norvegia, confermando uno stato di forma ottimo in vista del prossimo Mondiale in cui cercheranno di andare il più avanti possibile nella fase a eliminazione diretta. I miglior risultati di sempre sono le finali del 1974, 1978 e del 2010, ma eguagliare quanto fatto in Qatar (quarti di finale) sarebbe comunque un ottimo segnale di continuità.

Giappone

Cambiamo continente e voliamo in Asia dove c’è una delle Nazionali più curiose di tutta la competizione. Il Giappone di Hajime Moriyasu è stato celebrato in lungo e in largo dopo l’accesso diretto al Mondiale. Qualcuno lo ha definito “il Giappone più forte di sempre e non solo per le individualità presenti in rosa.

Il lavoro svolto da Moriyasu dal 2018 fino a oggi ha dato risultati importanti già nel 2022, quando la Nazionale nipponica aveva battuto Germania e Spagna lasciando tutti a bocca aperta. Il suo calcio pragmatico, incentrato sul sacrificio collettivo, sulla dedizione e il rispetto preciso dei ruoli richiama alla cultura giapponese. La squadra di Moriyasu ha un gioco camaleontico che si ispira anche all’avversario che ha davanti. In fase difensiva si dimostra una squadra solida e compatta, quando deve aggredire cerca di farlo in verticale occupando gli spazi che l’avversario è costretto a lasciare. La rapidità dei singoli elementi si abbina bene alle caratteristiche individuali di giocatori tecnici e funzionali nella fase di transizione offensiva.

Tra questi, uno dei più importanti elementi del Giappone è Daichi Kamada, al quale però Moriyasu aveva rinunciato quando alla Lazio non c’era spazio per lui. Conferma di come il c.t. necessiti di giocatori pronti e in forma per il proprio calcio. Poco conta se non sono tutti top della rosa. In porta c’è un’altra conoscenza della Serie A come Suzuki del Parma, uno dei giocatori di spicco della Nazionale giapponese. Ito del Bayern Monaco e Watanabe del Feyenoord sono i due pilastri difensivi, Kodai Sano una delle potenziali sorprese a centrocampo vista l’ottima stagione con il Nijmegen. A lui si aggiunge anche il fratello Kaishu Sano del Mainz, tra i giocatori di maggior valore dei Samurai Blue. In attacco, a sinistra, Mitoma è uno dei punti di riferimento, così come Doan a destra. Ueda e Suzuki al centro sono altri due giocatori sui quali puntare l’attenzione.

Il Giappone è la prima squadra non organizzatrice a qualificarsi al Mondiale. Il suo dominio è stato evidente fin dalla seconda fase di qualificazioni AFC quando ha chiuso il proprio girone con un record di 6 vittorie su 6 e 24 gol segnati senza subirne nessuno. Nella terza fase di qualificazione ha vinto contro Cina, Bahrein e Arabia Saudita. Mentre l’unico pareggio è arrivato contro l’Australia, prima di tornare a vincere contro Indonesia, Cina e Bahrein, assicurandosi la qualificazione con tre turni di anticipo. Nelle ultime due edizioni della Coppa del Mondo il Giappone ha sempre eguagliato il suo miglior risultato, gli ottavi di finale, raggiunto nel 2002, 2010, 2018 e 2022. Quest’anno proverà a migliorarlo.

Svezia

La Svezia è una Nazionale tatticamente tutta da scoprire. Il commissario tecnico Graham Potter l’ha guidata solo per 4 partite, ereditandone la panchina da Jon Dahl Tomasson. Un’esperienza troppo breve per entrare nel merito dello stile di gioco svedese, che difficilmente potrà trarre ispirazione dall’ultima avventura di club di Potter, dove ha fallito clamorosamente con il West Ham registrando la media peggiore della sua carriera: 0,92 punti a partita. Nelle prime quattro uscite da c.t. svedese Potter ha prima optato per il classico 4-4-2, ma dopo aver incassato una sconfitta e un pareggio, a marzo ha deciso di stravolgere tatticamente la sua squadra schierandola con un 3-4-2-1 che ha dato risultati migliori.

Nella sua avventura con la Svezia il tecnico inglese potrà contare su na rosa di tutto rispetto. Lindelof e Hien sono i perni difensivi, Bergvall, Larsson e Ayari le star a centrocampo, mentre in attacco potrà contare su due talenti come Gyokeres e Isak, accompagnati sulle fasce dal giovane Elanga e da Kulusevski. Tanta Premier League per una selezione che ha scelto come allenatore chi quel campionato lo conosce da sempre.

La Svezia è all’inizio di un ciclo che deve evolversi il più rapidamente possibile. Il Mondiale è alle porte e non sarà possibile rivedere quanto avvenuto nella fase di qualificazione. Nonostante sia arrivata ultima nel girone con due punti, l’ottimo cammino in Nations League gli aveva permesso di centrare i play-off dove hanno prima battuto l’Ucraina e poi la Polonia in finale, dando ragione al cambio tattico scelto da Potter, premiato con il rinnovo fino al 2030. La Svezia dopo otto anni tornerà al Mondiale con l’obiettivo di dire la sua smentire ogni pronostico. La finale del 1958 non può essere un risultato eguagliatile, ma già accedere alla fase a eliminazione diretta sarebbe un successo.

Tunisia

La Tunisia ha cambiato guida tecnica nel 2026, affidando la panchina a un ex conoscenza del calcio italiano come Sabri Lamouchi. Centrocampista di Parma e Inter nei primi anni 2000, in Europa ha guidato il Nottingham Forest e il Rennes, prima di optare verso avventure più orientali. Per lui vale lo stesso discorso fatto per la Svezia di Potter. Essendo arrivato da pochi mesi e avendo guidato solo in 2 occasioni la Tunisia è difficile fare un quadro tattico dettagliato di quello che vedremo nel Mondiale.

Possiamo però evidenziare una buona duttilità, come dimostrato dalla scelta dei moduli negli unici due appuntamenti sulla panchina tunisina: il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Simili, ma non identici, richiedono un’interpretazione del gioco differente in alcune fai del match. Lamouchi da marzo e nelle prossime settimane sta cercando di inquadrare la sua rosa e di scegliere la veste tattica ideale, ma intanto una prima idea sembrerebbe essersela fatta. La Tunisia potrà puntare su alcuni giocatori europei pronti a dire la loro nella Coppa del Mondo.

Il più importante in rosa è un classe 2006, Ben Farhat, seconda punta del Karlsruher. Poi c’è Shkiri dell’Eintracht Francoforte e Tounekti del Celtic. Leader della squadra, però, è Rani Khedira, fratello più piccolo di Sami e oggi in forza all’Union Berlino. Saranno loro a guidare per la terza volta consecutiva le Aquile di Cartagine sul palcoscenico mondiale. La Tunisia, dopo aver condotto una grande fase di qualificazione conclusa con 28 punti su 30 possibili nel girone, cercheranno di confermare il loro rendimento anche al Mondiale dove, da squadra sfavorita, cercheranno di fare la storia superando la fase a gironi e arrivando là dove non sono mai arrivati prima.

I protagonisti del girone

I giocatori del girone F sui quali saranno puntati gli occ hi di tutti gli appassionati risiedono soprattutto nella rosa dell’Olanda. A disposizione di Koeman ci saranno giocatori top in Europa come i già citati Gakpo, Aké, Van Dijk che in Premier League sono punti fermi delle rispettive squadre (Liverpool e Manchester City). A questi ci si aggiungono anche gli ‘italiani’ Dumfries e Malen che, in assenza degli azzurri in campo, saranno al centro dell’attenzione mediatica dei tifosi e degli analisti di Serie A che ne seguiranno le prestazioni. Lo stesso discorso, però, può essere allargato anche a Suzuki del Giappone, che in Italia si è messo in mostra con la maglia del Parma. La Nazionale nipponica si aspetta tanto da lui e da Mitomane, star della rosa, così come la Svezia da Isak e Gyokeres con il primo che dopo una brutta annata dovrà riscattarsi nel Mondiale e il secondo confermare quanto di buono fatto in Premier.

Equilibri e chiavi tattiche del girone

Il gruppo F metterà l’una contro l’altra culture e caratteristiche differenti. Giappone e Svezia sono probabilmente i due punti più distanti. Da una parte la fisicità nordica, dall’altra l’atletismo nipponico. Una sfida che metterà in palio tre punti importanti in ottica secondo posto, essendo entrambe candidate a una qualificazione diretta agli ottavi. Il 26 giugno, all’1.00 di notte (orario italiano) le due Nazionali scenderanno in campo per l’ultima giornata del girone. Entrambe dovranno aver fatto il loro contro la Tunisia e sperato magari nel grande colpo contro l’Olanda. Alla fine, però, tutto si deciderà nell’ultimo atto della fase a gironi.

Pronostico

Ma alla fine chi sono le favorite per accedere agli ottavi di finale? Estromettendo dal discorso la migliore terza, visto che andrebbe considerato il rendimento anche negli altri gironi, dobbiamo individuare i due nomi delle squadre che sulla carta dovrebbero proseguire il proprio percorso. Sull’Olanda ci sono pochi dubbi. La squadra di Koeman è l’unica considerabile big del girone e dovrebbe arrivare prima a meno di sorprese. Al secondo posto ci dovrebbe essere la Svezia, per qualità individuale, insidiata però da un Giappone che si sta imponendo nel proprio continente a suon di record e che già nella scorsa edizione aveva ampiamente sorpreso le aspettative. Il flop, invece, dovrebbe arrivare da una Tunisia che parte nettamente indietro rispetto alle altre.