Mondiale 2026, Girone G: Belgio ed Egitto, duello di qualità. Iran e Nuova Zelanda outsider
Rudi Garcia, Shutterstock
Cresce l’attesa per l’inizio del Mondiale 2026 che prenderà ufficialmente il via il prossimo 11 giugno e che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Sono ben 48 le Nazionali impegnate nel torneo e, tra i vari gironi, il Girone G è piuttosto interessante. Proprio in merito al settimo raggruppamento del Mondiale, allora, ecco cosa sapere: caratteristiche, favorita e potenziale sorpresa.
Le squadre del girone
Il Belgio è senza dubbio la nazionale favorita ma anche una Nazionale in cerca di riscatto dopo che, la “generazione d’oro” non è mai riuscita ad alzare un trofeo. Attenzione all’Egitto, nazionale in forte crescita e che potrebbe riservare qualche sorpresa soprattutto grazie alla sua stella Momo Salah. Il grande punto interrogativo rimanere quello dell’Iran: la nazionale è infatti ancora in bilico a causa del conflitti in Medio Oriente anche se, al momento, la presenza sembra essere confermata. Da non sottovalutare anche la Nuova Zelanda che torna a giocare un Mondiale vent’anni dopo l’ultima volta.
Analisi squadra per squadra
Belgio
Quella del 2026 sarà la quarta partecipazione consecutiva del Belgio ai Mondiali. In America il gruppo guidato da Rudi Garcia ha un solo obiettivo: riscattare la decisione del 2022 quando in Qatar la nazionale non riuscì a superare la fase ai gironi. Garcia è diventato ct con un solo obiettivo: rilanciare una squadra in cerca di stabilità. Garcia utilizza principalmente il 4-3-3 o il 4-2-3-1 con i terzini che spingono molto e con una fase difensiva che si orienta invece verso il 4-4-2 con le ali che si abbassano per aiutare i difensori. Il ct avrà a disposizione diversi giocatori dal peso specifico importante e, su tutti, spicca senza dubbio Kevin De Bruyne, leader dei Diavoli Rossi e capitano fino proprio all’arrivo di Garcia che gli ha invece preferito Youri Tielemans calciatore dell’Aston Villa. L’altra stella della Nazionale, oltre al portiere del Real Madrid Thibaut Courtois è Doku, ala imprevedibile e capace di lasciare il segno nelle grandi sfide. Il Belgio si è ben comportato nelle qualificazioni europee chiudendo al primo posto del Gruppo J con cinque vittorie e tre sconfitte chiudendo con un roboante 7-0 inflitto al Liechtenstein. Nella storia l’edizione del Mondiale del 1986 in Messico è rimasta nella storia del Belgio che, in quell’edizione, conquistò uno storico quarto posto.
Egitto
I Faraoni sono pronti a disputare il quarto Mondiale della loro storia e tornano nella competizione iridata per la prima volta da Russia 2018. La nazionale è guidata da Hossam Hassan che, da calciatore, ha figurato tra i migliori marcatori della storia del calcio egiziano. Obiettivo? Fare bene grazie a una squadra formata da giocatori talentosi e ambiziosi. Il ct predilige un approccio equilibrato ma offensivo con un modulo spesso riconducile a un 4-3-3 o a un 4-2-3-1, due moduli che permettono alla stella della squadra, Mono Salah di poter agire con libertà. Tra i profili da tenere sotto osservazione ci sono anche Omar Marmoush, attaccante del Manchester City che ha dimostrato di avere ottime doti e anche, per quanto riguarda la difesa, a Ahmed Hegazi, calciatore di grande esperienza internazionale. L’Egitto si è guadagnato l’accesso al Mondiale dopo aver letteralmente dominato il Gruppo A nelle qualificazioni della zona Africa con otto vittorie e due pareggi con la squadra che ha conquistato 26 punti su 30 disponibili. Nella storia dei Mondiali l’apparizione più significativa dell’Egitto risale alle prima, quella del 1934, quando i Faraoni furono la prima nazionale africana e araba a prendere parte al torneo.
Iran
Forte di tre titoli continentali l’Iran non ha rivali per quanto riguarda il calcio asiatico e quello del 2026 sarà il settimo mondiale a cui parteciperà la nazionale ora guaina dal ct Amir Ghalenoei, considerato uno degli strateghi più riconosciuti in patria. Nella sua seconda esperienza alla guida del Team Melli Ghalenoei ha costruito una squadra propositiva mantenendo però una solida base strutturale che si basa su una 4-2-3-1 o su un più dinamico 4-3-3. La rosa è un mix di giocatori si esperienza e talenti emergenti tra cui senza dubbio spicca l’ex Inter Tharemi che è, tra l’altro, il miglior marcatore dell’Iran ai Mondiali con due gol messi a segno contro l’Inghilterra a Qatar 2022. Da non sottovalutare anche l’esperienza di Ehsan Hajisafi, calciatore persiano con il record di apparizioni in Coppa del Mondo avendo giocato tutte le partite delle fasi a gironi a Brasile 2014, Russia 2018 e Qatar 2022. In attacco la stella è senza dubbio Sardar Azmoun con alle spalle oltre 50 gol in nazionale. L’Iran si è qualificato al Mondiale del 2026 dopo aver avuto accesso diretto al secondo turno dei preliminari di Coppa d’Asia pareggiando contro l’Uzbekistan ma travolgendo Turkmenistan e Hong Kong. Grazie a sei vittorie su otto match disputati l’Iran si è assicurato la qualificazione. La partecipazione più positiva della nazionale a un Mondiale risale al 2018 dove la nazionale non riuscì a superare i gironi per appena un punto in un girone di ferro con Spagna, Portogallo e Marocco.
Nuova Zelanda
Terza partecipazione nella sua storia al Mondiale per la Nuova Zelanda guidata dal ct Darren Bazeley alla guida della nazionale dal 2023 dopo i successi raccolti con l’Under 20. Gli All Whites scenderanno in campo con il 4-3-3 che può variare anche nel 4-2-3-1 in base alle necessità difensive e all’avversario. Il leader della nazionale è senza dubbio Chris Wood, attaccante del Nottingham Forest supportato sulla fasce dalla rapidità di esterni come Elijah Just e Kosta Barbarouses. La Nuova Zelanda si è qualificata direttamente al Mondiale 2026 per la prima volta nella sua storia vincendo tutte e cinque le partite. Dopo aver atteso 28 anni per tornare a giocarsi un Mondiale quanto accaduto nell’edizione del 2010 in Sudafrica è rimasta nella storia visto che gli All Whites sono tornati a casa come unica nazionale imbattuta della Coppa del Mondo con tre pareggi nelle tre gare del girone in cui figuravano anche Italia, Paraguay e Slovacchia.
I protagonisti del girone
Tra chi potrebbe spiccare nel Gruppo G, in termini di giocatori, impossibile non pensare a Momo Salah. Certo l’attaccante non ha vissuto la sua miglior stagione con la maglia del Liverpool ma in nazionale ha sempre fatto la differenza e che è la stella incontrastata dell’Egitto. Tra le fila dei Faraoni attenzione massima anche a Omar Marmoush che dopo una stagione difficile, e caratterizzata da diversi infortuni, vuole riscattarsi al Mondiale. Lo stesso vale per Kevin De Bruyne che, invece, con il Napoli ha giocato un ottimo campionato e che potrebbe essere determinante tra le file del Belgio. Da non sottovalutare nei Diavoli Rossi anche il giovane Doku uno dei protagonisti della nuova generazione di calciatori nati dopo il 2000.
Equilibri e chiavi tattiche del girone
Già la gara inaugurale tra Belgio ed Egitto potrà indirizzare subito il Gruppo G con le due nazionali che scenderanno in campo il 15 giugno al Seattle Stadium. Se infatti una delle due squadre dovesse finire ko la seconda gara per Diavoli Rossi e Faraoni sarebbe già in un certo qual modo decisiva contro, rispettivamente, Iran e Nuova Zelanda.
Pronostico
Il Belgio rimane la nazionale favorita per portare a casa ska qualificazione da prima del girone. La Nazionale di Garcia ha tutte le carte in regola per fare bene in questo Mondiale e per rialzare la testa dopo la delusione di Qatar 2022. Il secondo posto sembra essere appannaggio dell’Egitto in ascesa e che senza dubbio ha un tasso tecnico superiore rispetto alle avversarie. L’Iran potrebbe essere la possibile outsider anche se la nazionale persiana non arriva certo al Mondiale nel miglior modo possibile dopo quanto accaduto negli ultimi mesi. La Nuova Zelanda potrebbe essere il flop del Gruppo G. Gli All Whites tornano al Mondiale dopo 28 anni ma potrebbero avere più difficoltà rispetto alle altre del girone.