Spagna-Argentina, la finale dei Mondiali 2026: storia, trofei e record delle due finaliste
Leo Messi (Shutterstock)
Argentina e Spagna si sfidano nella finalissima del Mondiale 2026. Da una parte i campioni in carica, dall’altra gli ultimi vincitori degli Europei: per una finale inedita e attesissima. L’Argentina è tornata in finale dei Mondiali quattro anni dopo il trionfo in Qatar, superando in semifinale l’Inghilterra. Il match, giocato ad Atlanta, si è sbloccato solo nella ripresa: gli inglesi sono passati in vantaggio con Anthony Gordon, ma la Seleccion ha reagito nel finale con il pareggio di Enzo Fernández e il gol partita di Lautaro Martínez, su fantastico assist di Messi. La Spagna, campione d’Europa in carica, ha invece raggiunto la sua seconda finale mondiale della storia superando la Francia con il punteggio di 2-0. La finale è in programma domenica 19 luglio allo stadio MetLife di New York.
Argentina: la nazionale più titolata al mondo
L’Albiceleste, guidata da Lionel Scaloni dal 2018, si presenta all’appuntamento newyorchese da nazionale regina delle statistiche internazionali: è la squadra con più trofei ufficiali in assoluto, avendo conquistato ben 16 Coppe America (record assoluto), 3 Mondiali (1978, 1986, 2022), la Coppa Artemio Franchi 1993, due edizioni della Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA e la prima Confederations Cup della storia, nel 1992. È inoltre la nazionale più volte finalista perdente in Coppa America, con 14 secondi posti. Sul fronte mondiale, oltre ai tre titoli, l’Argentina vanta tre finali perse: nel 1930 (contro l’Uruguay, nella primissima edizione della Coppa del Mondo), nel 1990 e nel 2014, in entrambi i casi contro la Germania. Una vittoria a New York le regalerebbe la quarta stella iridata. Diversi i capitoli-simbolo nella storia dell’Albiceleste: il primo trionfo mondiale del 1978, giocato in casa e vinto 3-1 sui Paesi Bassi dopo i supplementari sotto la guida di César Luis Menotti; il Mondiale 1986 in Messico, dominato da un Diego Armando Maradona al culmine della carriera, capace di trascinare la squadra al successo in finale sulla Germania Ovest, dopo il celebre gol di mano e il “gol del secolo” contro l’Inghilterra nei quarti; infine il titolo del 2022 in Qatar, arrivato ai rigori contro la Francia dopo una finale pazzesca chiusa 3-3, con Messi autore di una doppietta e premiato come miglior giocatore del torneo. Sul piano del ranking FIFA, l’Argentina ha più volte occupato la vetta della classifica mondiale, l’ultima volta dall’aprile 2023, posizione che occupa tuttora.
Spagna: a caccia della seconda stella
La Roja, allenata da Luis de la Fuente, insegue la sua seconda Coppa del Mondo dopo quella conquistata in Sudafrica nel 2010, decisa dal gol di Andrés Iniesta ai tempi supplementari contro l’Olanda. La Spagna detiene inoltre il record assoluto di Campionati Europei vinti, con quattro titoli (1964, 2008, 2012 e 2024), oltre a un secondo posto nel 1984.
Tra il 2008 e il 2012 le Furie Rosse hanno vissuto il ciclo più vincente della loro storia, capace di conquistare consecutivamente due titoli continentali e un Mondiale. Sul fronte del ranking, la Spagna ha guidato la classifica FIFA in più periodi tra il 2008 e il 2014, mentre attualmente occupa la seconda posizione mondiale.
I precedenti tra le due squadre
Il dato più curioso riguarda proprio i precedenti: quella di New York sarà una finale mondiale inedita, poiché Argentina e Spagna non si sono mai affrontate in un atto conclusivo di Coppa del Mondo. L’unico confronto ufficiale in un Mondiale risale addirittura al 1966, quando, nella fase a gironi dei Mondiali d’Inghilterra, l’Argentina si impose 2-1. Allargando lo sguardo anche alle amichevoli, il bilancio complessivo è in perfetta parità, con sei vittorie a testa e due pareggi.
Messi infinito e i primati spagnoli
Lionel Messi arriva alla finale di New York da autentico monumento della storia mondiale, con un palmarès di primati che nessun altro calciatore può vantare. Eccone alcuni con la maglia della nazionale argentina: calciatore con più presenze in assoluto (205), calciatore con più gol in assoluto (125), calciatore più giovane a segnare in un Mondiale (18 anni e 357 giorni, il 17 giugno 2006), calciatore ad aver segnato in più edizioni mondiali diverse (5), marcatore più anziano nella storia dei Mondiali. Questi, invece, i suoi record più importanti ai Mondiali: miglior marcatore di sempre nella storia della competizione (21 gol), miglior assist-man di sempre nella storia della competizione (12 assist), unico calciatore, insieme a Cristiano Ronaldo e Guillermo Ochoa, ad aver disputato 6 edizioni mondiali (2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026), unico calciatore, insieme a Cristiano Ronaldo, ad aver segnato in due edizioni dei Mondiali a 20 anni di distanza (2006 e 2026), unico calciatore ad aver servito assist in 6 edizioni mondiali diverse. Con la finale di domenica contro la Spagna, Messi taglierà inoltre il traguardo della sua terza finale iridata in carriera, dopo quella persa nel 2014 contro la Germania e quella vinta nel 2022 ai rigori contro la Francia. Sul fronte spagnolo, i due record simbolo appartengono a due protagonisti dell’epoca d’oro delle Furie Rosse. Sergio Ramos è il primatista assoluto di presenze con la maglia della Roja, avendo raggiunto le 180 partite in carriera, cifra che ne fa anche uno dei giocatori europei con più caps nella storia del calcio continentale. Sul fronte realizzativo, il record di reti appartiene invece a David Villa, capocannoniere di sempre della nazionale spagnola con 59 gol in 98 presenze: fu proprio lui, tra l’altro, il capocannoniere dell’Europeo vinto nel 2008, prima di contribuire in modo decisivo anche al trionfo mondiale del 2010 in Sudafrica.