Mondiali 2026, la Bosnia delude: crescono i rimpianti dell’Italia

Icona Autore Chiara Scatena
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Edin Dzeko, Bosnia

Edin Dzeko, Bosnia (Shutterstock)

Doveva essere la favola di questi Mondiali 2026. La Bosnia-Erzegovina, capace di eliminare l’Italia ai rigori ai playoff e conquistare una storica qualificazione, si presentava alla rassegna iridata con l’entusiasmo di chi aveva già compiuto un’impresa. Dopo le prime due giornate, però, il bilancio è ben diverso dalle aspettative.

Delusione Bosnia

La squadra di Sergej Barbarez non ha ancora vinto una partita e il pesante 4-1 incassato contro la Svizzera ha complicato notevolmente il percorso verso i sedicesimi di finale. Nulla è ancora compromesso, soprattutto considerando che nell’ultima gara del girone i bosniaci affronteranno il Qatar, travolto dal Canada. Tuttavia, da una Nazionale che aveva eliminato gli Azzurri era lecito attendersi qualcosa di più. Anche perché il girone, completato da Canada, Svizzera e Qatar, sembrava offrire concrete possibilità di qualificazione. Finora, invece, la Bosnia ha mostrato soprattutto limiti tecnici e una proposta di gioco estremamente prudente.

Come sono andate le prime due partite

All’esordio contro il Canada padrone di casa era arrivato un pareggio per 1-1 che aveva lasciato sensazioni contrastanti. Dzeko e compagni erano riusciti a portarsi in vantaggio e a difendere il risultato fino agli ultimi minuti, prima del pareggio firmato da Larin. Contro la Svizzera il copione non è cambiato. Barbarez si è affidato all’esperienza di Dzeko e al talento emergente di Alajbegovic, ma la Bosnia non è praticamente mai riuscita a impensierire gli avversari. Per oltre un’ora ha resistito, poi è crollata sotto i colpi degli svizzeri chiudendo sul 4-1. La Bosnia è apparsa in difficoltà sul piano del gioco, della qualità tecnica e della capacità di creare occasioni. E il fatto che il quarantenne Edin Dzeko, reduce da una stagione nella Serie B tedesca, continui a essere uno dei principali punti di riferimento della squadra racconta molto delle attuali carenze dell’organico.

Crescono i rimpianti azzurri

Inevitabilmente, osservando il rendimento della Bosnia ai Mondiali, aumentano anche i rimpianti dell’Italia. Gli Azzurri non stanno attraversando il loro miglior momento storico, ma sulla carta non sembrano inferiori alla Nazionale bosniaca. Proprio Dzeko, dopo il successo nei playoff, aveva indicato la chiave dell’impresa: la determinazione, la fame e la forza mentale mostrate dalla sua squadra nei momenti decisivi. Aspetti che hanno fatto la differenza contro l’Italia e che, almeno finora, non sono bastati per lasciare il segno anche sul palcoscenico mondiale.