Mondiali 2026, dalla remata norvegese alle vuvuzelas: quando le tifoserie diventano protagoniste

Icona Autore Michele Cerrotta
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La festa dei tifosi di Capo Verde (foto Shutterstock)

I norvegesi con la loro remata sono i protagonisti dei Mondiali 2026, ma prima di loro altre tifoserie hanno fatto la storia

C’erano una volta le Vuvuzelas, c’era ancora prima il Popopopo. E c’è oggi la remata norvegese. Storia della Coppa del Mondo, presente dei Mondiali 2026. Come ogni rassegna che si rispetti c’è almeno una tifoseria destinata a rubare l’occhio e a far impazzire tutti gli appassionati di calcio. Partendo proprio dai norvegesi, allora, ecco tutte le tifoserie che hanno lasciato il segno.

Dal Viking Row al Geyser Sound

Ai Mondiali 2026 i protagonisti indiscussi sono i norvegesi, con la loro remata norvegese o Viking Row. Tribune degli stadi, piazze e scale mobili: ogni posto è giusto per simulare il movimento dei rematori delle drakkar, storiche navi vichinghe protagoniste di esplorazioni e conquiste. Tra 2016 e 2018 era stata invece la volta del Geyser Sound dei tifosi islandesi, che simulavano con un ritmo crescente e che poi esplodeva in manifestazioni di gioia e giubilio.

La variante marocchina e i muchachos argentini

Non proprio il Geyser Sound ma una sua variante è stato nel 2022 il Thunder Clap, ancora con un tamburo a scandire un ritmo crescente sulla falsariga di quello islandese. Ma è Muchachos il vero tormentone del Mondiale del 2022, il coro degli argentini, l’ossessione di tornare a vincere una coppa che poi effettivamente è arrivata. 

Dalle vuvuzelas al Popopopo

Meno armonico ma sicuramente più costante l’iconico suono delle Vuvuzelas, trombette in plastica usate dai sudafricani nel 2010 con un solo scopo: fare rumore. Ben più armonico e memorabile in Italia il tormentone del 2006, quel Popopopo sulle note di Seven Nations Army che diventa il simbolo di una vittoria attesa oltre vent’anni e, col tempo, di diverse tifoserie in giro per l’Europa. 

I tamburi del Senegal e l’invocazione inglese

Nel 2002 sono invece i tifosi del Senegal a prendersi la scena. La loro nazionale arriva fino a uno storico quarto di finale, loro sugli spalti accompagnano ogni risultato  a ritmo dei tamburi sabar. Fa il su esordio nel 1996 e va avanti in realtà ancora oggi il coro, o meglio l’invocazione, dei tifosi inglesi. A dare il via al tutto sono i Lightning Seeds, che inventano il tormentone per eccellenza nelle competizioni della nazionale inglese: It’s coming home. A casa, per ora, non ci è mai tornata. Ma i tifosi sugli spalti continuano a cantare e invocare un trionfo che manca da sessant’anni.