Donnarumma dopo la disfatta: “Ho pianto, ora serve crederci”

Icona Autore Iacopo Erba
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Gianluigi Donnarumma (Shutterstock)

Nella serata che sancisce la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia al Mondiale, tra i pochi a emergere in casa Italia c’è Gianluigi Donnarumma. Il portiere è stato infatti tra i migliori in campo contro la Bosnia, protagonista di almeno due interventi decisivi che hanno evitato un passivo ancora più pesante. Il tutto nonostante l’episodio che ha indirizzato la gara in negativo per gli Azzurri: il rinvio sbagliato nel primo tempo da cui è nata l’azione culminata con l’espulsione di Bastoni, momento che ha complicato irrimediabilmente la partita poi persa ai rigori. Una svista che non può tuttavia cancellare una gara giocata su alti livelli, al netto delle classiche difficoltà nel gioco con i piedi.

Un sincero dolore

Il risultato finale certifica un fallimento pesante e lascia spazio a tutta la delusione del gruppo azzurro. A farsene portavoce è proprio il capitano, che il giorno dopo affida ai social parole cariche di emozione: Ieri sera, dopo la partita, ho pianto. Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare. Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale.Ora le parole servono a poco, è vero. Ma una cosa la sento forte dentro e voglio condividerla con voi“.

La ripartenza

Il messaggio prosegue poi con uno sguardo già rivolto al futuro e alla necessità di reagire: “dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta. E per farlo servono tanta forza, passione e convinzione. Crederci sempre, questo è il motore per andare avanti. Perché la vita sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l’Italia dove merita di stare”. Parole che provano a trasformare la delusione in un punto di ripartenza, in un momento tra i più difficili della storia della Nazionale e dello sport italiano.