La rivalità tra Olanda e Germania: vi ricordate la finale del 1974?

Icona Autore Vincenzo Lo Presti
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Olanda-Germania

Olanda-Germania (Shutterstock)

Ci sono partite che finiscono dopo novanta minuti e altre che, invece, continuano a giocarsi nella memoria. Olanda-Germania appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una rivalità costruita nel tempo, alimentata dalla vicinanza geografica, dalla storia, dalle sfide internazionali e soprattutto da una partita che, ancora oggi, rappresenta una ferita aperta nell’immaginario del calcio olandese: la finale dei Mondiali del 1974. Quel 7 luglio, all’Olympiastadion di Monaco di Baviera, la Germania Ovest superò 2-1 l’Olanda e conquistò il secondo titolo mondiale della propria storia. Ma il risultato racconta soltanto una parte della rivalità. Dall’altro lato del campo c’era una delle squadre più rivoluzionarie mai viste su un campo da calcio, quella del “Calcio Totale” di Rinus Michels e Johan Cruyff. A distanza di oltre cinquant’anni, quella finale continua così a rappresentare uno dei capitoli fondamentali della rivalità tra Oranje e Mannschaft.

Olanda-Germania, una rivalità nata ben prima del Mondiale 1974

L’acceso confronto tra le due nazionali non comincia però nel 1974, ma parecchi anni prima, e cioè durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l’Olanda si era dichiarata neutrale e nonostante questo venne invasa dai tedeschi: con conseguenze catastrofiche per il Paese, distrutto alla fine della guerra, e per la popolazione, visto che morirono circa 250mila olandesi. Da quel momento in poi ogni occasione diventò buona per gli olandesi per prendersi una rivincita sulla Germania, anche nello sport. 

La finale del 1974: il calcio totale contro la Germania Ovest

Tornando al 7 luglio 1974, l’Olanda di Rinus Michels era arrivata alla finale incantando il mondo. Johan Cruyff era il simbolo di una squadra capace di muovere continuamente uomini e pallone, di cambiare posizione e di imporre il proprio ritmo attraverso il possesso. La Germania Ovest, però, aveva dalla propria parte una straordinaria organizzazione e una generazione di campioni guidata dal capitano Franz Beckenbauer. In campo c’erano anche Gerd Müller, Paul Breitner, Berti Vogts, Sepp Maier e altri protagonisti destinati a entrare nella storia del calcio tedesco. La finale sembrò iniziare nel modo peggiore possibile per i padroni di casa.

Johan Cruyff, Johan Neeskens e quegli 88 secondi entrati nella storia

Dopo soli 53 secondi, Cruyff ricevette il pallone, accelerò verso l’area tedesca e venne fermato da Uli Hoeness. L’arbitro inglese Jack Taylor indicò il dischetto. Johan Neeskens trasformò il rigore dopo appena 88 secondi. Era il primo calcio di rigore mai assegnato in una finale dei Mondiali e, ancora oggi, quel gol rappresenta la rete più veloce realizzata in una finale della Coppa del Mondo. Ancora più impressionante è un altro dettaglio: prima del rigore, la Germania Ovest non aveva ancora toccato il pallone. L’Olanda aveva messo insieme 16 passaggi prima dell’accelerazione di Cruyff. Per l’Olanda sembrava l’inizio perfetto. Per la Germania Ovest fu invece il momento in cui reagire. La reazione tedesca, infatti, non tardò. Al 25° minuto Paul Breitner trasformò un calcio di rigore, riportando il risultato sull’1-1. Prima dell’intervallo arrivò poi la giocata destinata a decidere la finale: Gerd Müller trovò il 2-1 con una conclusione da centravanti puro, ribaltando completamente l’inerzia della partita. La Germania Ovest resistette nella ripresa e mantenne il vantaggio fino al triplice fischio. Il 2-1 consegnò ai tedeschi il titolo mondiale davanti al proprio pubblico. Franz Beckenbauer sollevò la Coppa del Mondo e l’Olanda di Cruyff rimase senza il trofeo, nonostante fosse stata una delle grandi protagoniste del torneo. È proprio questa contrapposizione a rendere ancora oggi affascinante quella finale: da una parte la spettacolarità e l’innovazione del calcio olandese, dall’altra la capacità della Germania Ovest di reagire, organizzarsi e vincere. Per far capire quanto fosse sentita la partita dagli olandesi, il centrocampista Willem van Hanegem, a fine partita commentò: “I nazisti hanno ucciso mio padre, mia sorella e i miei due fratelli. Sono troppo arrabbiato. Li odio”.

Risse e pugni a Euro 1980

Sei anni più tardi, il 14 giugno 1980, Germania e Olanda tornarono ad affrontarsi in una sfida destinata a lasciare il segno nella storia dei Campionati Europei. Il teatro fu lo stadio San Paolo di Napoli e, ancora una volta, furono i tedeschi ad avere la meglio, imponendosi per 3-2. Un successo pesantissimo per la Germania, che contribuì all’eliminazione degli olandesi già nella fase a gironi. Il match è rimasto nella memoria non soltanto per la tripletta di Klaus Allofs, ma anche per gli episodi di forte tensione che caratterizzarono la partita. In campo non mancarono infatti risse e scontri, tra cui quello tra Toni Schumacher e Huub Stevens, mentre René van de Kerkhof fu protagonista di un pugno ai danni del tedesco Bernd Schuster

Germania-Olanda a Euro 1988: la rivincita di Marco van Basten

Se il 1974 rappresenta il grande trauma olandese, il 1988 è probabilmente la sua risposta più famosa. Il 21 giugno, a Amburgo, Olanda e Germania Ovest si affrontarono nella semifinale del Campionato Europeo. Anche in questo caso la partita ebbe un peso emotivo superiore alla semplice posta in palio. Gli olandesi non avevano dimenticato Monaco e quella semifinale venne vissuta come una sorta di rivincita della finale mondiale di quattordici anni prima. La Germania passò in vantaggio con Lothar Matthäus su rigore. Ronald Koeman pareggiò sempre dal dischetto. Poi arrivò Marco van Basten: all’88° minuto l’attaccante olandese segnò il gol del definitivo 2-1 e mandò gli Oranje in finale. Fu una delle immagini più celebri della storia degli Europei: Van Basten che batte la Germania Ovest a due minuti dalla fine, proprio sul terreno tedesco. Dopo la partita l’olandese Ronald Koeman andò sotto il settore dei tifosi tedeschi con la maglia del loro connazionale Olaf Thon e fece finta di usarla come carta igienica. Per gli olandesi fu il momento atteso per decenni, una liberazione collettiva che trasformò il Paese in una gigantesca festa popolare. Il giorno successivo alla partita, circa 9 milioni di persone, pari a quasi il 60% della popolazione dell’epoca, si riversarono nelle strade per celebrare il successo. Si trattò della più imponente manifestazione di piazza vissuta dai Paesi Bassi dalla liberazione dall’occupazione nazista. Tra le immagini più significative di quei festeggiamenti ci furono le biciclette lanciate in aria dalla folla, accompagnate dal coro “ci siamo ripresi le nostre biciclette”. Quel gesto aveva un preciso significato storico: durante l’invasione dei Paesi Bassi all’inizio degli anni Quaranta, infatti, le forze naziste avevano confiscato le biciclette alla popolazione. Pochi giorni dopo l’Olanda avrebbe conquistato il suo primo, e finora unico, titolo europeo battendo l’Unione Sovietica in finale. 

Italia 1990 e gli sputi di Rijkaard a Völler

La rivalità non si esaurì nel 1988. Due anni più tardi, Olanda e Germania Ovest si ritrovarono di fronte agli ottavi del Mondiale di Italia ’90, a Milano. La partita terminò 2-1 per i tedeschi, con gol di Lothar Matthäus, Jürgen Klinsmann e Ronald Koeman. Fu una sfida caratterizzata anche dal celebre episodio che coinvolse Frank Rijkaard e Rudi Völler, diventato uno dei fotogrammi più ricordati di quel Mondiale: il milanista sputò due volte contro l’attaccante tedesco all’epoca in forza alla Roma ed entrambi vennero espulsi. Il risultato permise alla Germania di proseguire il cammino verso il titolo, conquistato pochi giorni dopo nella finale di Roma contro l’Argentina.

Olanda e Germania dopo la riunificazione

Dopo la riunificazione tedesca del 1990, la sfida assunse una nuova dimensione istituzionale, con la Germania unita a confrontarsi direttamente con l’Olanda. Le due nazionali continuarono a incontrarsi con grande frequenza: Europei, qualificazioni, Nations League e amichevoli hanno prodotto altri capitoli di una rivalità ormai consolidata. Il prossimo andrà in scena giovedì 24 settembre alle ore 20.45 all’Amsterdam ArenA per il primo turno del Girone 2 di Nations League

Dal “Total Football” a una rivalità che attraversa le generazioni

Il punto centrale della storia di Olanda-Germania sta nel fatto che la rivalità è sopravvissuta ai suoi protagonisti originali. Cruyff non c’è più, così come Beckenbauer, Müller e Neeskens appartengono ormai alla storia. Sono cambiate le filosofie tattiche, sono cambiate le competizioni e sono cambiate le generazioni di tifosi. Eppure basta pronunciare le parole “Olanda-Germania” perché quella finale del 1974 torni immediatamente alla memoria. È il potere delle grandi sfide: trasformarsi in qualcosa di più grande di una semplice partita che termina al triplice fischio.

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