Iran, la Fifa respinge la richiesta di non giocare negli Usa: cosa cambia per l’Italia

Icona Autore Giordano Grassi
Icona tempo di lettura 2 minuti di lettura

Nazionale Iran, Shutterstock

Il clima intorno ai prossimi Mondiali resta pesantissimo a causa delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Dopo i recenti conflitti bellici, la federazione iraniana aveva chiesto ufficialmente di disputare i propri match del girone in Messico per evitare il territorio americano. Tuttavia, come confermato dalla presidentessa messicana Claudia Sheinbaum, la Fifa ha emesso un verdetto inappellabile: per ragioni logistiche, il calendario non si tocca. L’Iran sarà dunque costretto a scendere in campo a Los Angeles e Seattle contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, pena l’esclusione immediata dal torneo.

Iran a rischio forfait, cosa cambia per l’Italia

La notizia ha riacceso le discussioni su un possibile ritorno in gioco dell’Italia, ma la realtà dei fatti non lascia spazio a facili entusiasmi. Il regolamento Fifa tende a preservare l’equilibrio delle confederazioni: se, come nel caso dell’Iran, rinunciasse una squadra asiatica, il suo posto verrebbe probabilmente assegnato a un’altra nazionale della medesima area. In questo scenario, gli Emirati Arabi Uniti sarebbero i primi beneficiari, avendo perso l’ultimo spareggio continentale. Per gli Azzurri, esclusi nelle finali play-off delle qualificazioni europee, non scatterebbe alcun automatismo, poiché i posti riservati alla Uefa resterebbero fissi a quota 16.

Italia al posto dell’Iran, l’ultima spiaggia

L’unica, flebile speranza per gli Azzurri di prendere eventualmente il posto dell’Iran ai prossimi Mondiali risiede nell’Articolo 6, comma 7 del regolamento ufficiale, che concede alla Fifa la “discrezionalità assoluta” nella scelta della sostituta. L’unico appiglio legale per l’Italia sarebbe la decisione della Commissione di premiare la nazionale con il miglior ranking tra le escluse (attualmente gli Azzurri occupano la 12ª posizione mondiale). Si tratterebbe però di una mossa politica rivoluzionaria e mai vista prima, che scavalcherebbe il merito sportivo su base geografica.