Mondiali 2026, caos Iran: dalle imposizioni di Trump ai visti negati

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Trump e Infantino (Shutterstock)

Gli eventi geo-politici rischia di incidere e non poso nei Mondiali del 2026. Nelle ultime ore, infatti, sono due le notizie che stanno scatenando sorpresa e dibattito intorno alle condizioni di partecipazione dell’Iran al Mondiale. La prima riguarda le imposizioni delle autorità americane sulla permanenza negli Stati Uniti della Nazionale iraniana. La seconda, invece, il problema dei visti che, stando a quanto comunicato nelle scorse ore, sarebbero stati concessi a tutti i membri dell’Iran. Due problematiche che oggi salgono all’ordine del giorno, aumentando le tensioni intorno alla Coppa del Mondo che si disputerà dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Massimo 24 ore negli Stati Uniti per l’Iran

Il primo aspetto riguarda le imposizioni di Donald Trump alla Nazionale iraniana che, negli scorsi giorni, ha deciso di spostare la sede del proprio ritiro durante la spedizione mondiale dall’Arizona al Messico. Il presidente degli Stati Uniti, infatti, avrebbe imposto all’Iran una permanenza di massimo 24 ore sul territorio americano. Questo significherebbe per i giocatori dell’Iran giocare la partita e poi far ritorno a Tijuana, come comunicato ai giornalisti anche dall’ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh: “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno“.

I visti negati ai funzionari dell’Iran

Ad alimentare ulteriormente la polemica sulla partecipazione ai Mondiali dell’Iran è stato quanto riportato dai media locali nelle scorse ore. Nonostante, infatti, gli Stati Uniti avessero confermato di aver concesso tutti i visti necessari alla Federcalcio iraniana per giocare in America, oggi sarebbe emerso che ben 15 funzionari di quest’ultima non avrebbero ottenuto i permessi per volare sul territorio americano. Tra questi ci sarebbero anche il capo della federazione calcistica, il suo vice e un direttore dei media.