Ronaldo: “Vogliono farmi fuori? Prendessero un fucile!”
Cristiano Ronaldo (Shutterstock)
Cristiano Ronaldo ha un obiettivo in mente che insegue e che vuole centrare prima di appendere gli scarpini al chiodo: quello dei 1000 gol in carriera. Un obiettivo che a meno di sorprese dovrebbe già raggiungere nel corso di questa stagione. CR7, infatti, ad oggi conta 979 gol tra club e Nazionale e in questa sosta proverà ad accorciare ulteriormente le distanze per bruciare i tempi e tornare a trovare continuità con la maglia del Portogallo, con cui ha faticato notevolmente durante il Mondiale. Anche di questo ha parlato Ronaldo nella sua conferenza stampa dal ritiro della selezione portoghese, nel corso della quale ha lanciato più di qualche stoccata a chi ritiene sia arrivato ormai al termine dei suoi giorni da calciatore.
Gli obiettivi di Ronaldo
“Sono qui perché me lo sono meritato, per quanto fatto col club. Sono a disposizione per qualsiasi esigenza del ct, che si tratti di giocare, partire dalla panchina o non giocare affatto. Il mio obiettivo è duplice. Raggiungere i 1000 gol e vincere la Nations League col Portogallo. È una nuova era e mi sento di dovermi congratulare col nostro ex ct Roberto Martinez per il lavoro svolto. Nonostante tutte le critiche ricevute, ha fatto un buon lavoro. Adesso abbiamo un nuovo ct e Jorge Jesus è la scelta perfetta. Porta un’atmosfera diversa, idee diverse e un modo di parlare diverso. Come ha detto il ct, molti hanno già lavorato con lui, il che semplifica le cose“.
Ronaldo risponde ai media
“Non posso essere completamente sincero… Devo essere politicamente corretto. Dico spesso di essere sempre stato accolto molto bene, ma questo è stato uno degli anni in cui ho sentito più affetto. Capisco che alcuni media stiano cercando di farmi fuori, ma ci riusciranno solo con un fucile. E anche in quel caso, schivo il proiettile. È molto probabile che questo sarà il mio ultimo anno, ma lo annunceremo a tempo debito. Da quando ho 30 anni ho imparato a vivere il momento. Non giocherò tutte le quattro partite. Penso di essere stato chiamato in Nazionale perché faccio la differenza nel mio club. Sono a disposizione per qualsiasi esigenza del ct, che si tratti di giocare, partire dalla panchina o non giocare affatto. So che il ct conta su di me e non sono qui per il mio curriculum, ma per quello che faccio nel mio club“.