Perdite di tempo, VAR e infortuni: tutte le modifiche dell’IFAB al regolamento
L’International Football Association Board, riunito per la sua 140ª assemblea generale in Galles, è pronto a introdurre una serie di nuove regole contro l’antisportività e le perdite di tempo. Le modifiche, elencate di seguito, entreranno in vigore dal 1° giugno, in tempo per il Mondiale 2026.
No alle perdite di tempo
Il primo intervento riguarda le riprese di gioco. L’esperimento degli otto secondi concessi al portiere per liberarsi del pallone ha funzionato, rendendo di fatto obsoleta la vecchia regola dei sei secondi. Ora lo stesso principio viene esteso anche ai rinvii dal fondo: niente più perdite di tempo plateali, perché allo scadere del conto alla rovescia scatterà un calcio d’angolo per gli avversari. Stessa filosofia per le rimesse laterali: superato il tempo massimo, la rimessa passerà automaticamente all’altra squadra.
Su infortuni e sostituzioni
Capitolo infortuni. Per limitare le simulazioni nei momenti chiave, se l’assistenza medica dura più di otto secondi il giocatore dovrà restare fuori sessanta secondi, lasciando la squadra in inferiorità numerica. La penalità non si applica se l’intervento deriva da un fallo sanzionato con giallo o rosso. Resta aperta la questione dei portieri, che non possono ovviamente abbandonare la porta.
Novità anche sulle sostituzioni: via alle uscite lente e teatrali. Dal momento in cui il quarto uomo mostra il numero, il cambio dovrà completarsi entro dieci secondi. In caso contrario, la squadra giocherà temporaneamente in dieci fino alla successiva interruzione.
Tra VAR e fuorigioco
Importante aggiornamento anche per il VAR. Su spinta di Pierluigi Collina, responsabile arbitrale della FIFA, sarà possibile correggere calci d’angolo assegnati per errore e secondi cartellini gialli sbagliati, evitando espulsioni ingiuste. Nessun intervento, invece, sul primo giallo, per non rallentare eccessivamente il gioco.
Resta centrale il tema fuorigioco. La proposta alternativa di Arsène Wenger introduce il principio della “luce”: l’attaccante sarebbe in fuorigioco solo se l’intero corpo supera l’ultimo difensore. Una soluzione meno rigida, ma non priva di zone grigie.