Serie A

Caos Romagnoli, Raiola sbotta: “Lazio senza futuro, ecco come è andata”

Icona Autore Michele Cerrotta
Icona tempo di lettura 3 minuti di lettura
Romagnoli

Non si placa la polemica intorno alla vicenda che ha visto coinvolto Alessio Romagnoli, rimasto alla Lazio a fine mercato

Una vicenda difficile da riassumere, quella che ha visto coinvolti Alessio Romagnoli, la Lazio e di conseguenza anche l’Al Sadd. Il centrale è rimasto in biancoceleste dopo la chiusura del mercato in Qatar, non senza polemiche dopo che la società lo aveva prima ceduto, poi dichiarato incedibile, poi nuovamente ceduto ma fuori tempo massimo.

La versione di Raiola

Una vicenda contorta e difficile da comprendere. A dare una lettura ha provato Enzo Raiola, agente di Romagnoli, ai microfoni di gianlucadimarzio.com. «Trattativa nata verso il 10 gennaio. Successivamente, l’Al-Sadd ha inviato un’offerta ufficiale di acquisizione da parte del giocatore. La Lazio non ha mai risposto al club qatariota. Dopo le dichiarazioni del presidente non si poteva andare avanti perché c’era la volontà della Lazio di trattenerlo. Alessio ha espresso a Sarri la volontà di voler trasferirsi in Qatar. Da circa un anno e mezzo il giocatore ha capito che non c’è un futuro alla Lazio». Cosa è successo quindi nelle ultime ore di mercato in Qatar?

Il retroscena 

Romagnoli è rimasto alla Lazio per tempi tecnici. Questa la versione di Raiola, che ha spiegato: «Siamo stati contattati dalla Lazio perché volevano trovare un accordo con l’Al-Sadd. La proposta già ricevuta non era ritenuta soddisfacente. Ho detto loro che dovevano contattare direttamente il club qatariota affinché la squadra di Mancini ricevesse una risposta da parte dei biancocelesti. La Lazio ha risposto con una richiesta che lo sceicco ha ritenuto non accettabile: la proposta economica era quella e basta. C’è stata così una prima frenata da parte dell’Al-Sadd, poi una seconda sulle condizioni di pagamento, intanto il tempo scorreva, eravamo arrivati alle 20/20.30. In quel momento Romagnoli era a casa, a Formello non c’era nessuno, non c’era il tempo materiale per proseguire e firmare il contratto. La verità è che Alessio ha sottoscritto nel contratto la rinuncia di tre stipendi, che il ragazzo sinceramente non voleva accettare. Non capiamo perché siamo a gennaio e ancora non sono stati pagati gli stipendi, è un sistema che in Italia succede frequentemente. Questo diventa un ricatto contro i giocatori, perché nel momento in cui accettano di stare sul mercato devono rinunciare agli stipendi che devono essere pagati. Anche questa condizione non abbiamo capito, dato che Alessio è stato a disposizione della squadra fino alla fine della settimana».