Como, paradosso Champions: rosa da big ma senza italiani: c’è il problema lista

Icona Autore Michele Cerrotta
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Cesc Fabregas, allenatore del Como

Cesc Fabregas, allenatore del Como (Shutterstock)

Il mercato da quasi 130 milioni ha alzato le ambizioni del Como, ma i vincoli UEFA rischiano di complicare le scelte di Fabregas

Il Como si presenta alla sua prima storica avventura in Champions League con una rosa costruita per competere ai massimi livelli. Il club ha investito quasi 130 milioni di euro sul mercato, portando a casa sette nuovi acquisti e mantenendo ancora aperta la pista che conduce a un attaccante di spessore. La qualità e la profondità dell’organico non sembrano dunque in discussione. Il vero interrogativo riguarda però la possibilità di sostenere contemporaneamente il doppio impegno tra Serie A ed Europa. Il problema emerge soprattutto al momento di compilare la lista Champions, dove i regolamenti UEFA impongono vincoli più stringenti rispetto a quelli del campionato italiano. Dei 25 giocatori inseribili, infatti, otto devono essere formati nei vivai: quattro nel settore giovanile del club e quattro in quello di società italiane.

Il nodo degli italiani

Cesc Fabregas è perfettamente consapevole delle difficoltà che attendono il Como. «La nostra difficoltà sarà la Champions, anche nel completare le liste», aveva ammesso il tecnico in occasione della presentazione della Como Cup, sottolineando come il settore giovanile non sia ancora paragonabile a quello dei top club europei. Il progetto è cresciuto a una velocità impressionante, passando dalla Serie D all’Europa in appena sette anni, ma alcuni investimenti necessitano inevitabilmente di tempo per produrre risultati. Oggi, quindi, il Como rischia di pagare proprio la scarsa presenza di giocatori formati in Italia. L’unico italiano arrivato nell’ultimo mercato è Mattia Liberali, mentre in rosa figurano anche AuderoVigoritoDossenaGoldanigaMazzitelli e Gabrielloni. Elementi che, per diversi motivi, sembrano però destinati a occupare un ruolo marginale nelle gerarchie di Fabregas.

Tagli in vista

Il risultato è un vero e proprio rompicapo. Per completare la lista, il Como potrebbe inserire alcuni giocatori italiani pur senza prevederne un impiego frequente, lasciando inevitabilmente fuori elementi stranieri importanti. Tra i possibili esclusi figurano CuencaPoschValleVan der BremptLahdoKuhn e Addai. E la situazione potrebbe diventare ancora più delicata qualora arrivasse un nuovo attaccante: anche Alvaro Morata rischierebbe infatti di non trovare posto nella lista europea. Il paradosso è evidente: il Como ha costruito una rosa ambiziosa e profonda per affrontare una stagione storica, ma proprio la Champions potrebbe costringere Fabregas a rinunciare a una parte delle sue risorse. Un problema che testimonia quanto sia complesso, per un club in rapida crescita, trasformarsi in una realtà stabilmente competitiva anche sul palcoscenico europeo.