De Laurentiis: “I procuratori pagano la Federazione!”: durissima replica dell’AIACS

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Aurelio De Laurentiis (Shutterstock)

Stanno creando molte polemiche le parole di Aurelio De Laurentiis al New York Times. Il presidente del Napoli ha parlato ai taccuini del quotidiano statunitense dei problemi del calcio italiano, mettendo in evidenza le problematiche e delle possibili soluzioni che si espandono, però, ben oltre i confini nazionali. Tra i temi toccati dal numero uno partenopeo c’è quello del ruolo e dell’invadenza dei procuratori. De Laurentiis si è espresso con parole dure muovendo un’accusa verso i procuratori di dinamiche poco trasparenti che ha portato l’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società a intervenire prendendo le distanze dal suo intervento e replicando con termini come “infamanti” e “prive di fondamento“per definire le parole utilizzate da ADL nel descrivere la categoria.

L’accusa di De Laurentiis agli agenti

De Laurentiis ha toccato l’argomento dei procuratori parlando di un calcio che ormai non risponde più alle logiche del mercato, perché diventato vecchio e perfino obsoleto. A tal riguardo ADL ha definito “poco corretti” quegli agenti che parlano sentendosi, a detta sua, “i proprietari del calcio” quando in realtà dovrebbero avere un ruolo di servizio, di aiuto nelle trattative e non di dominio. A questo concetto De Laurentiis ha aggiunto un’accusa grave che è il motivo centrale della reazione dell’Asso Procuratori, quella di pagare la Federazione italiana di ricevere dei soldi da parte dei procuratori affinché i proprio giocatori possano giocare con l’Italia e, quindi, mettersi in mostra: “Loro ricevono soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale. È poco professionale, ma sta accadendo in Italia“.

La risposta dell’AIACS a De Laurentiis

La risposta dell’AIACS è stata altrettanto dura. L’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società ci ha tenuto a condannare l’attacco rivolto da parte di Aurelio De Laurentiis definito “infamante” come si legge nel comunicato: “L’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società (AIACS), in rappresentanza dell’intera categoria degli agenti sportivi, esprime la più ferma e totale condanna per le gravissime affermazioni rilasciate dal Presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, nel corso di un’intervista concessa all’emittente CBS e riportata dalla stampa nazionale. Nello specifico, il Presidente De Laurentiis ha lanciato un’accusa di inaudita gravità, affermando testualmente che vi sarebbero soggetti, legati alla Nazionale, che, per convocare calciatori, riceverebbero «soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale», aggiungendo che «sta accadendo in Italia». Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, e riportate dalla stampa, pur essendo dirette in prima battuta contro la categoria degli agenti sportivi, producono un effetto lesivo diretto e di eccezionale gravità anche nei confronti dei vertici istituzionali e tecnici della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) e, in particolare, delle figure preposte alla gestione delle Squadre Nazionali. L’affermazione secondo cui vi sarebbero soggetti che «ricevono soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale» e che ciò «sta accadendo in Italia» costituisce un attacco diretto alla governance della F.I.G.C. e alle sue massime espressioni, sportive ed istituzionali ma anche ai responsabili tecnici, il Commissario Tecnico e lo staff unici deputati alle convocazioni dei calciatori”.

La dichiarazione insinua l’esistenza di un sistema corruttivo radicato all’interno delle strutture federali che gestiscono le Nazionali. Tale accusa lede la reputazione dei dirigenti federali sotto un duplice profilo di complicità o connivenza nonché di incompetenza ed omesso controllo. Lanciare un’accusa così infamante senza fornire elementi probatori equivale a gettare un’ombra di sospetto che non colpisce solo gli agenti, ma anche e soprattutto coloro che, secondo De Laurentiis, sarebbero i destinatari del denaro, ovvero figure interne alla Federazione. Questo delegittima l’intera istituzione agli occhi dell’opinione pubblica, degli sponsor e delle altre componenti del mondo sportivo. L’AIACS desidera sottolineare come tali esternazioni risultino ancora più gravi e inopportune se contestualizzate nel presente momento storico, caratterizzato da note criticità e difficoltà per l’intero movimento calcistico italiano. In una fase in cui tutte le componenti del sistema dovrebbero collaborare per individuare soluzioni costruttive e rilanciare il settore, accuse generiche e distruttive non fanno altro che aggravare il clima di sfiducia e di tensione, minando ulteriormente la credibilità del calcio italiano nel suo complesso e allontanando ogni possibilità di risanamento. Se il Presidente De Laurentiis è a conoscenza di fatti penalmente o sportivamente rilevanti, ha il dovere morale e giuridico di denunciarli immediatamente alle autorità competenti, presentando nomi e prove concrete”

In caso contrario, le sue parole si qualificano come mere insinuazioni diffamatorie, finalizzate unicamente a delegittimare una componente fondamentale del sistema calcio, forse per mascherare altre problematiche o per perseguire personali battaglie contro le istituzioni sportive. L’AIACS, in qualità di Associazione professionale, non può accettare che l’intera categoria diventi il capro espiatorio di un malcontento generico. La professionalità di centinaia di agenti non può essere macchiata da accuse vaghe e sensazionalistiche. Pertanto, a tutela della reputazione e della dignità di tutti i propri associati e dell’intera categoria, l’AIACS ha già provveduto a sottoporre la questione all’attenzione della Procura Federale della F.I.G.C. e si riserva di adire le vie legali presso la giustizia ordinaria, affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e siano accertate le eventuali responsabilità per le dichiarazioni diffamatorie. L’AIACS ribadisce il proprio impegno costante per la legalità e la trasparenza nel mondo del calcio e continuerà a vigilare e ad agire in tutte le sedi opportune per difendere l’integrità e la professionalità dei propri iscritti da attacchi ingiustificati e dannosi“.