Lazio, dal decimo posto alla vetta: un anno dopo con Gattuso è cambiato tutto
Gattuso (Shutterstock)
Il 2-0 contro il Parma permette alla Lazio di Rino Gattuso di conservare la vetta della Serie A. Un risultato che, alla vigilia della stagione, pochi avrebbero immaginato, ma che oggi trova conferma nelle prestazioni di una squadra capace di trasformare i dubbi iniziali in certezze. Anche contro i gialloblù, nonostante le assenze, i biancocelesti hanno dimostrato di avere un’identità precisa e la consapevolezza necessaria per continuare a sognare.
La metamorfosi della Lazio
Gran parte del merito va a Gattuso, bravo a dare un’organizzazione solida al gruppo dopo un’estate che lasciava presagire una fase di transizione complicata. La sconfitta in Coppa Italia contro il Mantova sembra ormai lontanissima: la Lazio ha trovato equilibrio, valorizzando le qualità individuali all’interno di un collettivo capace di unire sacrificio e talento. La partita contro il Parma ne è stata un’ulteriore dimostrazione: qualche rischio, ma anche la pazienza necessaria per aspettare il momento giusto e conquistare i tre punti. Il confronto con la scorsa stagione rende ancora più evidente la crescita biancoceleste. Dopo otto giornate del campionato 2025/26, la Lazio era decima con 11 punti. Oggi, invece, Gattuso e i suoi hanno conquistato 22 punti sui 24 disponibili, portandosi in vetta alla classifica. Un cambiamento radicale che alimenta le ambizioni di una squadra sempre più consapevole delle proprie possibilità.
La rivincita di Gattuso
Oltre ai risultati, a convincere è il gioco. Già contro la Juventus, battuta 3-0 a Torino, la squadra aveva mostrato tutta la propria superiorità. La Lazio corre, produce occasioni e riesce a mantenere ordine e lucidità per tutta la gara, abbinando efficacia offensiva e attenzione difensiva. Gattuso ha saputo dare fiducia a un gruppo composto da diversi giocatori desiderosi di rilanciarsi e trovare la definitiva consacrazione. Lo stesso allenatore aveva bisogno di un’esperienza positiva dopo la parentesi negativa alla guida della Nazionale. Il primo posto rappresenta una risposta importante alle critiche e conferma la bontà del suo lavoro.