Napoli, addio sogni di gloria? Conte si assuma le sue responsabilità
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La sfida tra gli ex allenatori in panchina se la assicura Luciano Spalletti. Ritrovato il Napoli da avversario, dopo aver vinto il terzo Scudetto della storia partenopea, ha ingaggiato una sfida tattica e di nervi contro il rivale Antonio Conte, lui vincitore del quarto Tricolore azzurro e di cinque campionati italiani sulla panchina bianconera. Insomma, un uno contro uno tra due dei migliori tecnici del panorama calcistico italiano, vinto da Spalletti. L’allenatore della Juve, infatti, è riuscito a mettere in campo la formazione migliore possibile, approfittando anche delle assenze del Napoli e valorizzando le risorse a sua disposizione in campo, ma anche dalla panchina.
Napoli, addio allo Scudetto? Conte evidenzia i suoi limiti
La vittoria della Juve contro il Napoli stravolge gli equilibri del campionato. L’Inter vince e fugge a nove punti di distanza dai partenopei, guadagnandone anche su Milan e Roma che, invece, si dividono la posta in palio. La Vecchia Signora si rifà sotto e avvicina la zona Europa. Il Napoli prende coscienza della sua situazione. Tornano le coppe europee e Antonio Conte torna in crisi. Sembra quasi una legge matematica. Il tecnico pugliese ha sempre dimostrato una particolare ostilità verso le competizioni infrasettimanali, evidenziando dei limiti che non è mai stato in grado di gestire. Ha dovuto fronteggiare gli ostacoli presentatigli dall’infermeria, questo è vero. Come è anche vero che si è confermato un allenatore non in grado di gestire le rotazione di una squadra che gioca ogni tre giorni. Pochi cambi, quasi mai dal 1′ e stress fisico continuo ed eccessivo anche nei confronti di calciatori che spesso hanno accusato problemi fisici. E che quest’anno, per forza di cose, ci sono ricaduti.
Conte e la metafora del mare
Eppure, anche busta volta Antonio Conte di responsabilità non ne ha. Il Napoli si allontana dallo Scudetto, oggi probabilmente obiettivo non più raggiungibile. In Champions le cose vanno malissimo e mercoledì contro il Chelsea si giocheranno il proprio futuro nella massima competizione europea. Tutto è in bilico, a questo punto anche la prossima qualificazione in Champions, ma Conte scarica le responsabilità, prova a lanciare un messaggio al gruppo e in conferenza stampa dice: “Sappiamo che stiamo navigando in mare aperto con onde molto alte, è pericoloso. Noi però non scendiamo, se qualcuno vuole scendere dalla barca si butta a mare e poi raggiunge la riva. Non si scende dalla barca, la tempesta non è finita e non finirà in breve tempo, prepariamoci tutti“. Se il mare è mosso, però, un capitano non getta la sua truppa in acqua. Salpa solo quando si placano i venti.