Napoli, De Bruyne si racconta: dalla corsa scudetto al futuro
Kevin De Bruyne (Shutterstock)
“Il Napoli aveva il progetto migliore per me e per la mia famiglia. Volevo continuare a giocare a grandi livelli e a Napoli c’era la possibilità di farlo. E’ stata la scelta migliore per tutti. Devo cercare di essere felice nel mio lavoro e nella mia vita. Ho tre figli piccoli, una famiglia, e voglio fare il massimo per farli stare bene. Ovviamente è qualcosa di diverso rispetto all’Inghilterra, come mentalità, come clima, anche un modo di vivere differente. Non era facile cambiare dopo dieci anni a Manchester ma adesso ci siamo adattati, stiamo bene. E siamo tutti felici”. Lo ha detto Kevin De Bruyne in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
La corsa scudetto
Sulla sfida contro il Milan e sulla corsa scudetto: “Al momento è una partita che vale soltanto per il secondo posto. Tutto dipende dall’Inter che ha il destino nelle proprie mani: se le vincerà tutte diventerà campione. Possiamo solo dare il massimo per provare a vincere più partite possibili. Qualche settimana fa eravamo a meno 14, ora siamo a meno 7, è sempre molto difficile ma nel calcio le cose cambiano in fretta. Noi però non dobbiamo pensare a questo ora, ma concentrarci sul nostro obiettivo che è di entrare nelle prime quattro e tornare in Champions il prossimo anno. E poi vedere cosa farà l’Inter. Intanto pensiamo a vincere la partita di lunedì”.
“Non mi sento diverso da nessun altro”
De Bruyne ha poi aggiunto: “Io un giocatore speciale? Non so che cosa intende con ‘speciale’. Penso di essere un buon giocatore, non una persona speciale. Ho le mie qualità come giocatore e come tutti provo a fare il mio lavoro al meglio, ma non mi sento diverso da nessun altro. La mia carriera è la mia carriera, quello che ho fatto è il motivo per cui la gente dice così ma è il passato. Ovviamente mi aiuterà nel futuro per un paio di cose, ma come persona io sono lo stesso”.
Il futuro
Sul futuro: “Il Napoli la mia ultima squadra? Non lo so, non ci penso adesso. Ho ancora un contratto e a Napoli sto davvero bene. Cerco di godermi il momento ora, credo di poter giocare ancora qualche anno, poi quando il fisico mi dirà di fermarmi, lo farò. Ma per ora mi sento bene”.
L’Italia fuori dai Mondiali
Infine, sulla crisi dell’Italia e la mancata qualificazione ai Mondiali: “Penso che il livello in Europa sia sempre più alto. Non è facile vincere ogni partita e anche le piccole nazionali possono costruire una squadra discreta e fare risultati. Certo che non andare al Mondiale per un Paese come l’Italia è una perdita enorme. Ma non c’è niente che possa farci. Il calcio italiano è in crisi? Forse. Se non fai il Mondiale per tre edizioni di fila forse lo sei. Ma non conosco i dettagli, non conosco struttura e filosofia, partendo dai giovani fino al livello più alto. Quindi non saprei…“.