Spalletti al centro della Juve: non sarà un semplice tecnico

Icona Autore Iacopo Erba
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Luciano Spalletti, Juve (Shutterstock)

Luciano Spalletti, Juve (Shutterstock)

Alla Continassa è il giorno del rinnovo di Luciano Spalletti con la Juventus, con l’annuncio atteso nelle prossime ore. Il tecnico diventa così ancora di più il punto di riferimento del nuovo corso bianconero, anche per una questione di esperienza rispetto agli altri dirigenti coinvolti nel progetto. Nel processo di rinnovamento societario, da Damien Comolli a Giorgio Chiellini, passando per Matteo Ottolini e François Modesto, nessuno infatti ha e avrà lo stesso peso specifico. Per questo motivo sarà Spalletti stesso a guidare la direzione tecnica del progetto.

Plenipotenziario

La firma fino al 2028 sancisce perciò un ampliamento evidente dei poteri del tecnico, che non si limiterà come detto alla gestione della squadra sul campo. L’idea condivisa da John Elkann è quella di attribuire a Spalletti un ruolo più ampio, con margini d’intervento anche nelle scelte strategiche. Da giugno, con la possibilità di lavorare senza l’urgenza delle partite, si capirà concretamente quanto potrà incidere nella costruzione della nuova Juventus. Il tecnico avrà perciò voce in capitolo nella selezione degli uomini e nella definizione dell’identità futura del club.

Anche il mercato

In questo senso, il suo profilo si avvicina a quello di un allenatore con forte influenza anche sul mercato, un’impostazione già intravista in passato ma non così spesso in realtà in Italia. Non è peraltro la prima volta che a Spalletti viene riconosciuta una dimensione più ampia rispetto al campo, come dimostrano precedenti esperienze in cui gli fu prospettato un coinvolgimento più esteso nell’area tecnica (all’udinese nel 2005, per esempio). Ora, alla Juventus, questa centralità potrà tradursi in scelte concrete, mentre sullo sfondo resta intanto ovviamente la corsa alla Champions da inseguire fino alla fine.