La seconda vita di Carlos Bacca
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La seconda vita di Carlos Bacca

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Copyright (c) 2016 Fabrizio Andrea Bertani/Shutterstock

La Banter Era del Milan che va dalla fine della presidenza Berlusconi, passando per certe proprietà cinesi e arrivando infine agli ultimi positivi sviluppi, ha sempre mostrato sprazzi di qualità, destinati però ad annegare nel mare magnum di mediocrità portata da gente del calibro di Poli, Montolivo e Bertolacci.

Ogni tanto, però, come dicevamo, il mercato portava in dote calciatori di sicuro valore, destinati a rimanere nel bene e nel male nella storia del club: è il caso di Carlos Bacca, attaccante colombiano che giocò per due stagioni con la maglia del Milan ottenendo sicuramente una buona media gol (77 presenze, 34 reti) in due annate veramente disastrose per la squadra.

Prima del Milan c’era stato il Siviglia, prima ancora il Bruges e ancora prima piccole e grandi squadre colombiane. I gol sono sempre arrivati, la professionalità anche ed è per questo che è difficile trovare qualcuno che possa parlare male di Carlos Bacca.

La sua infanzia in Colombia è stata caratterizzata da notevoli ristrettezze economiche ed è proprio per questo che vi raccontiamo con piacere gli ultimi sviluppi della sua vita.

Bacca è ancora in attività a 36 anni da poco compiuti: gioca in una delle squadre della sua giovinezza nel campionato colombiano, l’Atletico Junior, ma ha deciso di affiancare al suo percorso sportivo anche quello didattico; Bacca si è infatti da poco iscritto all’università, per la precisione ad un corso di economia aziendale.

A chi gli ha chiesto le motivazioni dietro a questa scelta particolare, lui ha risposto così:

All'inizio, quando ero un ragazzino, non volevo studiare o andare a scuola perché ciò che volevo era il calcio e aiutare la mia famiglia ad andare avanti, ma i miei genitori mi hanno insegnato, hanno insistito sul fatto che dovevo prepararmi: essere preparato in un ambito specifico aiuta a relazionarsi, aiuta ad andare avanti e grazie a Dio, alla mia famiglia e a coloro che mi hanno aiutato in quel momento sono la persona che sono oggi”.

Che dire allora al buon Carlos Bacca se non augurargli buona fortuna per il proseguo della sua carriera accademica, certi che nessun esame potrà essere peggio di un lancio in profondità di Luiz Adriano.

Comunque, a parte le cialtronate, domani sera torna a giocare la nostra di Nazionale. Riuscirà Spalletti a centrare la sua prima vittoria all’esordio?


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