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Mondiali, il modello Marocco sotto la lente del FBI: esperti USA a Rabat

Icona Autore Marco Ercole
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La sicurezza dei grandi eventi sportivi non è mai stata così globale. In questi giorni, tra gli spalti della Coppa d’Africa 2026 in Marocco, non ci sono solo osservatori calcistici ma anche agenti del FBI. Una delegazione di alto livello del Federal Bureau of Investigation, guidata da Douglas Olsson (direttore delle operazioni sul campo) e Kevin Kowalski (vicedirettore del gruppo d’intervento d’emergenza), è infatti giunta a Rabat per studiare da vicino il “modello marocchino”. L’obiettivo degli americani è chiaro: osservare le strategie di gestione dell’ordine pubblico delle autorità locali per trarre insegnamenti preziosi in vista del Mondiale 2026, che si disputerà tra pochi mesi negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

Intelligence e tecnologia al servizio dello stadio

Gli agenti americani, che hanno già monitorato l’ottavo di finale tra Marocco e Tanzania, hanno concentrato la loro attenzione sulla sfida ad alta tensione tra Algeria e Repubblica Democratica del Congo (vinta 1-0 dagli algerini) presso lo stadio Prince Moulay El Hassan. Il FBI ha esaminato l’intero ecosistema di sicurezza messo in campo dalla DGSN (la polizia nazionale marocchina): dai sistemi di videosorveglianza ad alta definizione all’uso tattico dei droni per il monitoraggio dei flussi, fino ai meccanismi di coordinamento digitale tra i centri di comando fissi e mobili. Particolare interesse è stato rivolto all’African Security Cooperation Center, un hub che funge da collegamento tra le forze locali e gli agenti dei paesi partecipanti, un modello di cooperazione internazionale che la FIFA richiede esplicitamente per i prossimi Mondiali.

Un ponte verso i Mondiali del 2026 e del 2030

Questa visita non è solo un’ispezione tecnica, ma sancisce un rafforzamento della cooperazione bilaterale tra Washington e Rabat. Se gli Stati Uniti guardano al Marocco per affinare le tecniche di accoglienza e gestione dei tifosi stranieri per l’imminente Coppa del Mondo, il Marocco sta consolidando la sua reputazione di leader nella sicurezza dei grandi eventi in vista di un altro traguardo storico: l’organizzazione del Mondiale 2030 (che ospiterà insieme a Spagna e Portogallo). La capacità di gestire eventi complessi e potenzialmente rischiosi, garantendo al contempo un clima di festa, è diventata un marchio di fabbrica del Regno, rendendo il “modello Rabat” un punto di riferimento per le agenzie di intelligence di tutto il mondo.