Mondiali

Scozia, un giorno di vacanza nazionale per il ritorno ai Mondiali dopo 28 anni

Icona Autore Marco Ercole
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La Scozia si prepara a fermarsi per celebrare un evento che un’intera generazione di tifosi ha solo potuto sognare: il ritorno della nazionale maschile alla fase finale di un Mondiale. Dopo ben 28 anni di assenza (l’ultima partecipazione risale a Francia ’98), la selezione guidata da Steve Clarke scenderà in campo negli Stati Uniti il prossimo giugno. Per onorare l’occasione, il Primo Ministro John Swinney ha proposto ufficialmente di designare il 15 giugno come giorno di festa nazionale (bank holiday). La proposta attende ora solo il formale via libera di Re Carlo III per diventare ufficiale.

Un Paese intero davanti alla TV (anche di notte)

Il debutto della Scozia avverrà a Boston contro Haiti, alle 02:00 di domenica 14 giugno (ora britannica). La scelta di istituire il giorno di vacanza per il lunedì successivo nasce proprio dalla volontà di permettere ai tifosi di godersi la partita notturna e i festeggiamenti senza l’assillo del lavoro il mattino seguente. “L’intera nazione si fermerà a giugno”, ha dichiarato Swinney durante un evento a Glasgow, aggiungendo con una punta di ottimismo: “E si fermerà ancora di più a luglio, quando avremo superato il Brasile e saremo approdati alla fase a eliminazione diretta”. Il governo sta inoltre lavorando con le autorità locali per estendere l’orario di apertura dei pub, trasformando l’evento in una vera celebrazione collettiva.

Oltre il calcio: turismo e orgoglio nazionale

Non si tratta solo di sport. Il governo scozzese vede in questa partecipazione un’opportunità d’oro per promuovere il Paese su scala globale. Essere sul palcoscenico mondiale in un mercato chiave come quello degli Stati Uniti permetterà di attirare investimenti, stimolare il turismo e creare nuove connessioni culturali. Dopo la sfida con Haiti, la Scozia affronterà il Marocco il 19 giugno e i giganti del Brasile il 24 giugno a Miami. Sebbene il giorno di festa garantisca il riposo certo solo ai dipendenti del settore pubblico, il Primo Ministro ha espresso l’auspicio che anche le aziende private possano seguire l’esempio, permettendo a quanti più scozzesi possibile di condividere questo momento storico atteso per quasi tre decenni.